Omicidio Claris: De Simone condannato a 18 anni e un mese di carcere
IL VERDETTO. La sentenza del processo di primo grado è arrivata alle 15 di martedì 8 settembre.
IL VERDETTO. La sentenza del processo di primo grado è arrivata alle 15 di martedì 8 settembre.
IN TRIBUNALE. Ventiquattro anni è la richiesta formulata dall’accusa alla Corte d’Assise presieduta da Donatella Nava, con generiche da ritenersi equivalenti all’aggravante. Il difensore ha invece chiesto l’assoluzione per legittima difesa.
IL PROCESSO. L’imputato Jacopo De Simone al processo per omicidio: io sopraffatto dalla paura, chiedo scusa. La sorella della vittima in lacrime: «Uno di loro mi ha scritto: il nostro amico è in galera, che giustizia volete ancora?».
IN TRIBUNALE. Si apre con un rito abbreviato ma senza sconti di pena, il processo per l’omicidio di Riccardo Claris, il 26enne ucciso il 3 maggio a Bergamo. La Corte d’Assise ha accolto la richiesta della difesa di acquisire gli atti dell’inchiesta, riducendo al minimo il dibattimento. Uniche testimoni ammesse la madre e la sorella della vittima.
LA DECISIONE. Il giudice ha anche rigettato la richiesta di rito abbreviato per il 19enne che sferrò la coltellata letale a Riccardo Claris la sera del 3 maggio del 2025. Dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.
L’OMICIDIO. L’unico indagato è Jacopo De Simone, 19 anni: sferrò una coltellata dopo dissidi per rivalità calcistiche scoppiati in un locale.
L’OMICIDIO DI VIA GHIRARDELLI. Alla camera ardente di Claris il toccante incontro tra Elena Carnevali e i familiari. Lo zio: «Adesso sta emergendo la verità».
L’ORDINANZA. Il gip esclude la legittima difesa per Jacopo De Simone, 18 anni, accusato dell’omicidio di Riccardo Claris durante una rissa a sfondo calcistico a Bergamo. Il giovane, pur al sicuro in casa, sarebbe sceso armato per vendetta. La vittima non aveva catene, come invece sostenuto. Il giudice dispone il carcere per pericolo di reiterazione e inquinamento delle prove.
IL DELITTO. Il gip: De Simone ha agito per «vendetta e giustizia privata». Nell’interrogatorio parole di rabbia verso il gruppo della vittima.
LE INDAGINI. Omicidio di Riccardo Claris, resta in carcere il 18enne accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Su L’Eco di Bergamo di giovedì 8 maggio gli approfondimenti sull’ordinanza del gip Maria Beatrice Parati.
GLI INTERROGATORI. In caserma dieci ragazzi, amici della vittima e dell’arrestato: «Non aveva intenzione di provocare».
LE INDAGINI. Terminata l’autopsia. Venerdì i funerali di Riccardo Claris in Borgo Santa Caterina. La camera ardente in via Suardi aperta al pubblico da giovedì 8 maggio.
IN TRIBUNALE. È stato sentito per circa un’ora: «Ha risposto alle domande, confermando le dichiarazioni rese al pm».
Nel primo pomeriggio di martedì 6 maggio si è svolto al Tribunale di Bergamo l’interrogatorio di convalida del fermo di Jacopo De Simone. Al termine, la dichiarazione ai cronisti del suo avvocato, Luca Bosisio.
L’OMICIDIO. I compagni: «Non c’entra il tifo. Provocati, volevamo chiarire. Stavamo andando via, è spuntato De Simone col coltello».
IL PROFILO DELLA VITTIMA. Claris aveva studiato in Lussemburgo, da pochi mesi lavorava in una società a Milano. L’ex allenatore: «Insieme a Dublino per la finale d’Europa League». Lunedì mattina, oltre ai fiori, una maglia dell’Atalanta dove è morto Riccardo.
IL DELITTO. Sabato notte a Bergamo lo scontro tra atalantini e interisti culminato con l’omicidio di Riccardo Claris, 26 anni. Arrestato un 18enne bergamasco: «Sono stato io» le sue parole ai carabinieri.