Quelle emozioni che la retorica non può raccontare
IL COMMENTO . E poi arriva il momento in cui la retorica si deve fare parte. Perché ci sono cose, momenti, situazioni che solo la realtà può raccontare.
IL COMMENTO . E poi arriva il momento in cui la retorica si deve fare parte. Perché ci sono cose, momenti, situazioni che solo la realtà può raccontare.
ITALIA. Un cartellino da timbrare. Un apostrofo grigio, per dirla alla Cyrano de Bergerac, tra le parole «festa» e «Supercoppa». Quella con il Real Madrid, che fino a Ferragosto ci sogneremo sotto l’ombrellone.
IL COMMENTO. «Sono legato all’Atalanta e lo sarò ancora». Parole e musica di Gian Piero Gasperini. Ultima gemma (penultima? C’è un terzo posto da portare a casa) di questa stagione ormai al tramonto anche se Bergamo vorrebbe non finisse mai.
IL COMMENTO. Il primo fu Eddy Merckx. Il Cannibale, quello con la C maiuscola, era lui. Pare che nel 1969, durante il primo dei cinque Tour dominati dal belga, la figlia del ciclista francese Christian Raymond – onesto faticatore del pedale che l’anno dopo avrebbe vinto la sua unica tappa alla Grande Boucle – abbia chiesto al padre come stesse andando la corsa, e la risposta sia stata più o men…
IL COMMENTO. Esauriamo subito i convenevoli. La Juve è sempre la Juve, ha grandi individualità, ha la capacità di far giocare male gli avversari, ha più esperienza a livello di finali.
L’ANALISI. Questa Atalanta, il cui spirito guerriero riflette la fiera componente longobarda che fa capolino nelle radici bergamasche, non dovrebbe trovarsi poi così male questa sera a Salerno.
L’ANALISI. L’Atalanta supera l’insidia Empoli e capitalizza al meglio un turno che poteva essere favorevole, ma non era scontato lo fosse.
L’ANALISI. Lookman? Dopo la Coppa d’Africa non era più lui. Touré? Un oggetto misterioso, con l’attenuante di una lunghissima assenza per infortunio e la speranza di vederlo al meglio nella prossima stagione. De Ketelaere? Grandi doti tecniche, però... Però c’era sempre un però.
L’ANALISI. Perde punti il Bologna, impegnato su un solo fronte. Perde punti il Milan, impegnato su due fronti.
IL COMMENTO. Dalla Viola a Viola. Sarà anche il colore di uno dei fiori primaverili più belli e profumati, ma l’Atalanta a questo punto meno se lo trova di fronte meglio è. Prima la Fiorentina, la Viola per definizione, in Coppa Italia.
LA DOMENICA DEL VILLAGGIO. Un lampo rosso all’alba, un lampo rossoblù al tramonto. Ci voleva altro che la nazionale azzurra vista in serata con l’Ecuador per scacciare le nubi della noia dal cielo di una domenica senza calcio, e questo «altro» è arrivato da Formula 1 e volley.
L’ANALISI. Quella con la Fiorentina è probabilmente (insieme con quella con la Lazio) la rivalità più accesa sviluppata dall’Atalanta nella sua storia recente.
CALCIO. Lisbona e Torino. Quando i pareggi pesano. Non tanto per quello che valgono in assoluto, ma per quello che rappresentano al di là del punteggio.
IL COMMENTO. Così fa male. C’è poco da girarci attorno. Perché i fedelissimi bergamaschi che anche domenica 3 marzo contro il Bologna hanno riempito il Gewiss Stadium ormai si erano fatti la bocca buona, dopo sette vittorie consecutive in 99 giorni nel fortino di viale Giulio Cesare.
IL PUNTO. Un po’ di sogni per insaporire la pietanza abbinata alla polenta del pranzo domenicale. Era giusto l’una di ieri quando Marco Brescianini – centrocampista del Frosinone, bresciano di Erbusco nato in Bergamasca, a Calcinate, e cresciuto nel Milan – ha portato in vantaggio i suoi a Torino.