Dopo la rissa si fa in salita la strada per trattare
MONDO. Di storie, alla Casa Bianca, ne è passata una quantità industriale.
MONDO. Di storie, alla Casa Bianca, ne è passata una quantità industriale.
MONDO. Le immagini, tanto più nella nostra epoca poco propensa alla lettura lunga e approfondita, possono dire più delle parole. Lunedì scorso durante la conferenza stampa alla Casa Bianca, Emmanuel Macron ha smentito pubblicamente Donald Trump, seduto al suo fianco, sulle affermazioni riguardo ai fondi europei a sostegno dell’Ucraina.
MONDO. l’Ucraina è distrutta, sconfitta insieme ai suoi alleati: quindi non è nelle condizioni di proporre condizioni per la pace. È una tesi diffusa, fatta propria dalla dottrina Trump, da politici e da presunti esperti nei talk show, nei media e nei social.
MONDO. Le dichiarazioni di Trump contro il presidente ucraino Zelensky scuotono gli europei. A Roma Giorgia Meloni è cauta, preferisce delegare il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
MONDO. La guerra è l’inferno sulla terra, ma c’è un limite anche all’inferno.
MONDO. Basta morte e distruzione in una tragedia che non sarebbe mai dovuta incominciare.
MONDO. L’Europa si è svegliata. Parteciperà anche lei alla sfida dell’Intelligenza artificiale.
MONDO. «Il mondo che noi vorremmo è quello che rispetta il diritto internazionale»: così Sergio Mattarella in visita in Montenegro, rispondendo alle domande dei giornalisti e senza riferimenti a personaggi della nomenclatura russa, ha riaffermato la posizione dell’Italia «nitida, limpida, chiarissima» rispetto alla guerra in Ucraina in corso da tre anni.
MONDO. Secondo il vice premier Matteo Salvini «se uno riesce a mettere al tavolo Putin, Zelensky, Netanyahu e i Paesi Arabi, gli diamo il Nobel per la Pace».
MONDO. Siamo oggi immersi in un tragico scenario bellico mondiale. E contrasti minacciosi si paventano tra Stati Uniti e Cina.
MONDO. Attenti a quei tre. E occhi puntati su una data: 9 maggio 2025. Non è un indovinello ma uno scenario che, dopo gli eventi degli ultimi giorni, diventa di ora in ora più plausibile.
MONDO. Nel prossimo novembre ricorre il 30° anniversario degli accordi di Dayton che posero fine alla guerra in Bosnia. Ma non al conflitto, le cui cause sono tuttora accese: la componente serba ha un progetto di secessione dallo Stato, appoggiato da Mosca.
MONDO. Ci è o ci fa? O siamo noi che non abbiamo capito niente? Dopo una (fortunata, a quanto pare) campagna elettorale in cui ha promesso agli elettori di non coinvolgere più gli Usa nei pasticci altrui, Donald Trump si getta a capofitto nelle zone del mondo più travagliate.
MONDO. È noto come la ricerca della verità sia complicata soprattutto nelle guerre, perché i luoghi sono spesso inaccessibili ai giornalisti per divieti o per pericolosità. Inoltre vengono investite risorse nella propaganda allo scopo di orientare le opinioni pubbliche.
MONDO. Per gli americani è stato come il ronzio del Vostok con a bordo Jurij Gagarin nell’aprile 1961. Anche i cinesi possono oggi produrre efficienti piattaforme di Intelligenza artificiale e per di più lo possono fare a basso costo, questa l’amara sorpresa.
TREVIGLIO. Al Tnt il 30 gennaio la compagnia Indole Teatro porta in scena «Il canto della Rosa Bianca», ispirato al sacrificio dei giovani che si opposero al regime nazista. «Un alla vita, a tutte le forme di protesta pacifica».
MONDO. Se il buon giorno si vede dal mattino l’età dell’oro di Donald Trump si sta rivelando più un’età del ferro, e in alcuni casi della pietra.
MONDO. Appena siglata la tregua a Gaza e realizzato il primo scambio ostaggi-prigionieri, il conflitto tra Israele e i palestinesi si è riacceso in Cisgiordania, dove peraltro non si era mai spento.
MONDO. Fragilissima, ma pur sempre tregua. La felicità con la quale è stata accolta la sospensione dei bombardamenti a Gaza e la liberazione dei primi tre ostaggi (tutte donne) israeliani dice quanto grandi siano il terrore e il dolore seminati dal 7 ottobre 2023 ad oggi.
MONDO. Dopo cinquant’anni in politica e dodici alla Casa Bianca, otto come vice di Barack Obama e quattro come presidente, Joseph Robinette Biden detto Joe ha dovuto arrendersi all’unico avversario che, a ben vedere, lo abbia davvero sconfitto: il passare del tempo.