Bloccato il confine tra Italia e Francia La Polizia controlla tutte le auto
Pochi minuti dopo l’attentato che ha causato la morte di oltre 80 persone a Nizza sono scattate le misure di sicurezza straordinarie al confine tra Francia e Italia.
Pochi minuti dopo l’attentato che ha causato la morte di oltre 80 persone a Nizza sono scattate le misure di sicurezza straordinarie al confine tra Francia e Italia.
«Ero ai fuochi, per fortuna me ne sono andato pochi minuti prima del disastro». Risponde così Sergio Cotti, bergamasco residente a Nizza, ai tanti messaggi postati sulla sua bacheca Facebook da amici preoccupati per lui.
Nel video si vede il camion bianco che ha travolto la folla a Nizza. Migliaia di persone stavano camminando dopo aver partecipato alle celebrazioni del 14 luglio, presa della Bastiglia. Nel video il momento in cui il camion irrompe nell’area …
Una nuova strage in Francia. Giovedì sera alle 22.30 a Nizza un tir ha investito decine di persone che stavano celebrando l’anniversario della presa della Bastiglia.
La commissione presieduta da John Chilcot lascia agli storici un netto atto d’accusa nei confronti dell’ex premier britannico Tony Blair: «L’invasione dell’Iraq nel 2003 fu decisa in modo affrettato. C’erano altre opzioni pacifiche, perché non esistevano minacce imminenti da parte di Saddam Hussein».
È stato il giorno - venerdì 8 luglio - dei funerali, a Borgo di Terzo, di Maria Riboli, la mamma di 33 anni uccisa in un attacco terroristico a Dacca, in Bangladesh, dove era per lavoro. L’addio alle 16,30, ma già alle 15 la chiesa parrocchiale era gremita.
L’Amministrazione intende così esprimere il cordoglio della città di Bergamo ai familiari delle vittime e invita tutti i cittadini a partecipare.
Il terrore e la violenza, seppure a distanza, hanno toccato la nostra vita. Persino la nostra provincia con la morte della giovane mamma Maria Riboli e con la morte degli altri italiani e italiane che in quel momento si trovavano in quel dannato locale. Ormai si globalizza tutto, anche la violenza e la morte.
Viaggiare Sicuri. Il sito che il ministero degli Esteri propone agli italiani che si muovono viene di solito interpretato come un sito per le vacanze tranquille. Ed è anche giusto che sia così, almeno all’inizio dell’estate. Anche se, a considerare gli ultimi aggiornamenti, gli esperti del ministero arrivano laddove il buonsenso dovrebbe esser già arrivato da solo.
L’hanno potuta rivedere per l’ultima volta, hanno potuto piangere sulla sua bara. Il marito Simone Codara, le sorelle Silvia e Graziella e il fratello Mauro hanno accolto martedì 5 luglio a Ciampino il feretro di Maria Riboli, 33 anni, uccisa nell’attentato di Dacca, in Bangladesh.
In attesa del rientro delle salme italiane da Bangladesh, il dolore delle comunità di appartenenza di Maria Riboli è espresso dai primi cittadini che proclameranno il lutto cittadino.
Maria Riboli sarebbe morta per l’esplosione di una granata, gettata dai terroristi al loro ingresso nel locale e finita sotto il tavolo in cui stava cenando insieme ad altri italiani. Alla mamma trentatreenne di Solza sarebbero stati quindi risparmiati i colpi di machete inflitti ad altri nostri connazionali.
Un'analisi interessante del fenomeno del terrorismo in Bangladesh di Padre Bernardo Cervellera, missionario del Pime e direttore del sito di informazione Asia News, ospite ieri alla manifestazione "Bergamo Incontra" che si sta svolgendo sul Sentierione in città. Lo ha intervistato …
Apriamo con l'attentato in Bangladesh a Dacca. Tra le vittime c'è anche una bergamasca, Maria Rivoli, 33enne madre di una bambina di quasi 3 anni originaria di Vigano S.Martino e residente a Solza. Oggi le due comunità sono ancora incredule …
Due comunità in lutto per la tragica morte di Maria Riboli, la giovane mamma bergamasca di 33 anni uccisa nell’attentato dell’Isis in Bangladesh. Originaria di Vigano San Martino, dopo il matrimonio si era trasferita a Solza.
Sono nove le vittime italiane - insieme a Maria Riboli di Solza - accertate dell’attacco a Dacca, secondo quanto riferito dalla Farnesina, mentre nel pomeriggio di sabato 2 luglio c’è ancora apprensione per una decima vittima non ancora identificata.
Una donna bergamasca, Maria Riboli, è morta nella strage di Dacca, capitale del Bangladesh.
«Aiuto, sono a Istanbul e mi hanno rubato tutto, sei la mia unica speranza: ho bisogno di un prestito per rientrare». Le caselle di posta elettronica di molti cittadini, anche bergamaschi, a meno di 24 dal sanguinoso attentato sono state raggiunte da un’ondata di spam fraudolento.
Favoreggiamento di immigrazione clandestina aggravata dal fatto che fossero presunti terroristi islamici. Per questo motivo la Polizia di Bergamo ha fermato a Roma un somalo di 35 anni, ricercato da tempo.
Sapevano chi era, lo cercavano da mesi, da quando era stato emesso il fermo nei suoi confronti. Ma lui, il somalo «Mohammed», si nascondeva nelle pieghe di una clandestinità facilitata dai documenti falsi: coi quali aveva una certa dimestichezza, visto che campava procurandoli ai migranti disposti a sborsare migliaia di euro per il viaggio della speranza.