Pace, una scelta sempre rivolta al futuro
La pace è sempre al futuro: la pace appartiene al mondo della speranza. Salmo 85: «Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno».
La pace è sempre al futuro: la pace appartiene al mondo della speranza. Salmo 85: «Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno».
L’editoriale. Sant’Alessandro, quel soldato rivestito d’oro che da lassù volge il suo sguardo alla città, è una «contraddizione virtuosa» a cui tutti oggi dovremmo guardare, riflettendo non solo sul significato del suo martirio (non certo la parola più cliccata in rete o la più digitata sui social), ma su quanto quel sacrificio ha ancora da dirci.
Il commento. Si chiama internazionalizzazione ed è un bene che la classe politica la rappresenti e ponga il problema. Quello che stona è il rivolgersi alle platee politiche degli altri Paesi. La politica interna italiana è marginale per l’opinione pubblica straniera.
Avrebbe potuto togliersi svariati sassolini dalla scarpa, Mario Draghi, nel suo discorso al Meeting di Rimini, uno degli ultimi da presidente del Consiglio. E a modo suo lo ha fatto, ma rigorosamente secondo lo stile «alto» dello statista, schivando il rischio di essere coinvolto in una polemica da parte di chi è stato il destinatario di uno scapaccione.
Un anno fa l’Ucraina celebrava i trent’anni della propria indipendenza con una grande e colorata parata nel centro di Kiev, conclusa dal sorvolo dell’Antonov AN225 Mriya, l’aereo più grande del mondo. Oggi, nel giorno del trentunesimo anniversario, il quadro è assai più triste: la parata è stata sostituita con un’esibizione di mezzi corazzati russi catturati, le manifestazioni pubbliche vietate p…
Ci sono temi sui quali la politica dovrebbe usare tatto e prudenza nei giudizi, perché toccano il dolore delle persone e dei loro familiari. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nel video quotidiano pubblicato lunedì su Facebook, ha parlato dei giovani «inghiottiti dalle devianze» quando vengono lasciati soli. Bisogna «investire sul futuro, coltivare il talento, combattere le droghe e …
Nella campagna elettorale in corso, tra beghe, invettive, slogan fini a sé stessi e reciproche accuse pretestuose, si è aperta una delicatissima discussione sul «destino» del Piano di ripresa e resilienza. Giorgia Meloni è più volte intervenuta rimarcando la necessità di una revisione del Pnrr attraverso una nuova contrattazione con la Commissione europea.
«Il deficit pubblico è grande abbastanza da badare a se stesso». La freddura del presidente statunitense Ronald Reagan risale al 1984, e nel prossimo mese di campagna elettorale nessun politico italiano sarà in condizione di ripeterla facendo ridere qualcuno. Deficit e debito pubblico del nostro Paese sono «grandi abbastanza», non c’è dubbio, ma la loro sostenibilità dipende da tutto quello che r…
Ora che le liste sono state ufficialmente consegnate, e si contano vincitori e vinti, miracolati e sgarrettati, «blindati» e sicuri trombati grazie alla legge elettorale più bislacca che mai Parlamento abbia scritto, possiamo finalmente dire, come tutte le altre volte, che «questa è la campagna elettorale più brutta di sempre». È il ritornello che ci ripetiamo da decenni - non ne era immune neanc…
L’opportunistica e del tutto irresponsabile scelta di alcuni leader di partiti in declino di determinare di fatto le dimissioni di Mario Draghi, prosegue nel solco «furbesco» e «perverso» che ha caratterizzato i nostri governi degli ultimi trent’anni, con puntuali, pericolosissime ricadute in termini di peso specifico politico-istituzionale e di credibilità internazionale.
Su una possibile vittoria elettorale Letta, probabilmente, non si fa troppe illusioni. Più realisticamente, potrebbe puntare a un secondo obiettivo: conquistare la palma di primo partito nazionale. Sarebbe, è vero, una vittoria più di bandiera che di sostanza, ma pur sempre di una vittoria si tratterebbe. È in fondo anche l’unico modo per il segretario dem di salvare la poltrona. Altrimenti è fac…
La campagna elettorale sembra volersi tenere volontariamente alla larga dalla politica estera, ribadendo il provincialismo di una certa Italia molto ombelicale.Uno scarto inaccettabile, tanto più in presenza di due gravi crisi internazionali vicine e dagli esiti imprevedibili: la guerra russo-ucraina e l’ulteriore destabilizzazione della Libia dopo la nascita di un secondo governo (illegale) e l’…
L’altro giorno l’irruzione a gamba tesa nella campagna elettorale italiana del pretoriano di Putin, l’ex presidente Medvedev. Ieri la seconda puntata con l’attacco, centrato sulla persona, della «Pravda» a Giorgia Meloni finita nel mirino per il suo atlantismo e per il sostegno all’Ucraina. L’affondo del sito del giornale russo coincide con la presa di posizione di Adolfo Urso (Fratelli d’Italia)…
Il duello tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta è ormai cominciato e l’avvio è avvenuto sul terreno più delicato: la scena internazionale. Se la Meloni aveva rassicurato i giornali stranieri sul fatto che lei ha tagliato le radici neo-fasciste (subito però rimbeccata da «la Repubblica» con la pubblicazione di un vecchio video in cui si vede l’allora giovane militante del Msi definire Mussolini il mi…
In tempi di globalizzazione, un certo livello di dipendenza di un Paese come l’Italia dai mercati internazionali è una condizione fisiologica, positiva nella maggior parte dei casi perché sinonimo di crescente benessere e più numerose possibilità di scelta per tutti noi. È da evitare, invece, come abbiamo vissuto sulla nostra pelle specie negli ultimi tre anni, un livello patologico di dipendenza…