Vite strappate dal Covid a Bergamo «Bosco della memoria» per ricordarle
Un bosco che cresce alla Trucca per ricordare le vittime della pandemia: al via la raccolta fondi per realizzarlo.
Un bosco che cresce alla Trucca per ricordare le vittime della pandemia: al via la raccolta fondi per realizzarlo.
Sessanta autopsie, la ricerca avanzata della Cardiologia interventistica e dell’Anatomia patologica dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo con il laboratorio Usa CvPath. Guagliumi: «Infarti ma coronarie libere: all’origine microtrombi generati dal virus».
A fronte di 24.494 tamponi effettuati, sono 1.438 i nuovi positivi (5,8%) in Lombardia registrati dai dati regionali per la giornata di domenica 31 gennaio. I guariti/dimessi sono 478.
Il ritorno in area gialla «non significa normalità» ha ricordato il coordinatore del Cts Agostino Miozzo. I dati: 11.252 nuovi positivi e 237 vittime.
L’annuncio in una nota: nelle superiori bergamasche la didattica in presenza rimane al 50% «per verificare tenuta del trasporto pubblico e dati sanitari». Graziani: «Così si garantisce stabilità». Gori: «Finché si viaggia a capacità dimezzata, meglio la prudenza».
Ricerca Synlab su ventimila positivi ha sollevato il velo sui margini di rischio degli antigenici. Nuova tecnologia per i molecolari: è in grado di rilevare le mutazioni.
Il presidente dell’Ordine: siamo disponibili a collaborare al piano vaccinale. L’assessore Messina: «Senza la loro mobilitazione non avremmo avuto l’ossigeno».
Anno giudiziario: 2.500 reati in meno, ma il virus ha condizionato l’attività. Inchiesta pandemia: la Procura chiede rinforzi, resta però con 5 pm in meno.
La vice presidente della Regione ha parlato con l’ex capo della Protezione civile «per sondare la sua disponibilità a collaborare al progetto di vaccinazione di massa, nei prossimi giorni approfondiremo il confronto».
I dati di sabato 30 gennaio nel bollettino della Regione. Il rapporto positivi/tamponi è sceso al 4,6%. Oltre cinquemila guariti/dimessi. Le vittime sono 58.
I dati di sabato 30 gennaio nel bollettino del ministero della Salute. Tasso di positività al 4,3%.
Ascom: «Grave perdere la domenica, un danno pauroso». Gori d’accordo. Fontana: decisione presa sopra la nostra testa. Speranza: «Manteniamo massima attenzione».
Resta il coprifuoco alle 22, la grande novità sono i ristoranti aperti a pranzo e la possibilità di spostarsi tra comuni nella stessa regione. E poi la scuola in presenza alle superiori fino al 75%: a Bergamo, per il momento, confermato il 50%. resta confermato il divieto di spostamento tra regioni. Ecco cosa sapere.
«Mi ha appena chiamato il ministro della Salute, Roberto Speranza. La Lombardia passa in zona gialla». Lo annuncia il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, poco dopo le 18.30 di venerdì 29 gennaio. La decisione è in vigore da lunedì 1° febbraio.
Scendono ancora i casi di coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore. Sono 13.574 i nuovi positivi, in calo rispetto ai 14.372 di giovedì, anche per via di un calo dei tamponi processati, pari a 268.750 e che determina un indice di positività che si riduce al 5%.
A fronte di 34.156 tamponi effettuati, sono 1.900 i nuovi positivi (5,5%) in Lombardia. I guariti/dimessi sono 2.148.
« A inizio marzo ci sarà l’estensione alla fase 1B con il mondo della disabilità, i liberi professionisti della sanità e le categorie appartenenti ai servizi essenziali. Si spera di partire con gli over 80 già a marzo, ma sarà da verificare sulla base del programma delle dosi di marzo». Lo spiega Ats Bergamo.
La Commissione Europea ha il compito di provvedere alla fornitura dei vaccini. È stata una conquista per l’ Europa perché la sanità è di competenza
degli Stati membri. Aver deciso di delegare a Bruxelles è stato
un atto di lungimiranza politica. Il male sotterraneo dell’Europa è infatti il nazionalismo. Occorre prevenire una guerra del vaccino tra gli Stati. Se i più influenti e potenti han…
Il presidente della Regione Lombardia sui social: «Da tre settimane la Lombardia ha i dati da zona gialla»
Uno ogni 238. Sono i casi positivi intercettati dalla app Immuni in Lombardia dall’inizio della sua diffusione a pieno regime. Una rete evidentemente a maglie troppo larghe, quella del tracciamento automatico garantito da un programma per smartphone che in tutta sicurezza – e in tutto anonimato – dovrebbe contribuire a contenere l’epidemia.