Il virus taglia la speranza di vita I bergamaschi perdono 4 anni
L’aspettativa è scesa a 82,4 per le donne e a 76,6 per gli uomini. È il secondo «orizzonte» peggiore in Lombardia, sotto la media nazionale.
L’aspettativa è scesa a 82,4 per le donne e a 76,6 per gli uomini. È il secondo «orizzonte» peggiore in Lombardia, sotto la media nazionale.
I dato resi noti dal Ministero della Salute aggiornati a lunedì 8 marzo in Italia.
Carlo Signorelli (Università Vita-Salute San Raffaele) tratteggia lo scenario della terza ondata in Lombardia.
Allo studio avviato dall’Istituto Mario Negri hanno già aderito oltre settemila persone e ora si estende a tutta la popolazione della provincia. Ecco come partecipare alla ricerca.
Sono 20.765 i casi positivi al coronavirus segnalati dal Ministero della Salute nella giornata di domenica 7 marzo; 207 le persone decedute per Covid nelle ultime 24 ore.
Il volume di monsignor Luigi Ginami racconta storie di coraggio, a partire dal magistrato che lotta per il cambiamento.
C’è il via libera del ministero della Salute che sul tema si è espresso con una circolare firmata dal direttore della Prevenzione, Gianni Rezza: «È possibile considerare la somministrazione di un’unica dose, purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno tre mesi di distanza dall’infezione e preferibilmente entro i sei mesi dalla stessa».
Il decreto firmato da Mario Draghi in vigore dal 6 marzo al 6 aprile. Ecco le deroghe dal 27 marzo per cinema, teatri e musei
Confermata zona arancione per Lombardia. Fontana: «Le misure rafforzate adottate giovedì hanno scongiurato zona rossa». Il ministro Speranza ha firmato le ordinanze: passano in area arancione le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, la Campania in zona rossa, resta in arancione l’Emilia Romagna.
La crescita è diventata un’impennata. L’ultima recrudescenza del virus in Bergamasca ha già scavalcato il picco che s’era toccato nell’ondata autunnale, e lo conferma un ulteriore indicatore.
Roberto Battiston: «Segnali preoccupanti di crescita già a inizio febbraio, ma non è stato fatto nulla». «Contro le varianti le sole mascherine non bastano»
«Siamo tempestati di chiamate di genitori. Da gestire ci sono anche i danni da ansia». «In corso studi, entro fine anno speriamo siano conclusi».
L’Istituto Mario Negri ha messo a punto uno studio sui test. Benigni: «Importante capire se tutti i positivi siano infettivi».
Le due settimane più critiche. È questo l’orizzonte, nelle proiezioni dei numeri. Quelle tracciate da Alberto Gerli, ingegnere ed esperto di modelli matematici, le cui elaborazioni sull’evoluzione del Covid sono diventate punto di riferimento anche per molti medici milanesi, indicano a metà marzo il picco della nuova ondata in Bergamasca.
Diagnosi di sindrome stagionale, ecco i dati dell’Asst Papa Giovanni: nelle prime 8 settimane dell’anno solo 1 dimesso, 31 nello stesso periodo del 2020 e 92 nel 2019. Nessun esito positivo su 73 test per trovare il virus invernale.
In Bergamasca ieri altri 126 nuovi positivi: sopra i 100 da 7 giorni. L’indice ogni 100 mila abitanti era a 62 casi tra il 3 e il 9 febbraio, ora è a 116.
Individuati 42 casi di mutazione in provincia, ma senz’altro sono molti di più: solo una minima parte di tamponi viene sequenziata. «Altamente infettiva».
Lunedì mattina 22 febbraio fuori dal cimitero di Caravaggio la piantumazione di 205 alberi dedicati ai defunti nel corso del 2020. Il sindaco: custodiranno il ricordo di quanto accaduto.
Circa il 50 per cento dei pazienti che sono stati ricoverati con forme gravi di Covid-19 e che mostrano livelli elevati di una particolare proteina, chiamata «troponina», hanno riportato danni evidenti al cuore. La scoperta, ottenuta attraverso una risonanza magnetica al muscolo cardiaco, è stata pubblicata sull’«European Heart Journal».
Enrico Bombana chiarisce: «Non ci sono stati rifiuti plateali qui da noi. È efficace e per le forme gravi funziona come Pfizer e Moderna».