«Non mi autoaccuserò, non sono stato io» Bossetti scrive alla mamma e alla sorella
«Ormai la vita mia è solo una sofferenza ma non intendo per niente mollare». Lo scrive Massimo Bossetti dal carcere di Bergamo alla mamma Ester e alla sorella Laura.
«Ormai la vita mia è solo una sofferenza ma non intendo per niente mollare». Lo scrive Massimo Bossetti dal carcere di Bergamo alla mamma Ester e alla sorella Laura.
L’avvocato Salvagni attacca: «Il processo non regge. Ci siamo trovati di fronte a una sentenza e a un processo che ha fatto a stracci il diritto sostanziale, il diritto processuale e il diritto costituzionale»
Pier Luigi Maria Dell’Osso, procuratore generale del distretto di Brescia ha presentato l’impugnazione.
Il procuratore generale del distretto di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso: «La Procura di Bergamo ha fatto un eccellente lavoro. Ho solo dei dubbi sull’assoluzione per calunnia, potrei impugnare la sentenza solo per quel capitolo».
La madre e la sorella di Massimo Bossetti, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, hanno avviato un’indagine alternativa.
Una bocciatura, scontata da parte della difesa, e il contrattacco. L’avvocato di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni, critica le conclusioni dei giudici che hanno condannato all’ergastolo il suo assistito e annuncia il ricorso in appello.
È «assolutamente affidabile» il profilo genetico nucleare di Ignoto 1, che le indagini hanno stabilito essere Massimo Bossetti, in quanto «caratterizzato per un elevato numero di marcatori Str e verificato mediante una pluralità di analisi eseguite nel rispetto dei parametri elaborati dalla comunità scientifica internazionale».
Quello di Yara Gambirasio è stato un «omicidio di inaudita gravità». Lo scrivono i giudici di Bergamo nelle motivazioni della condanna all’ergastolo di Massimo Bossetti.
«Il mio sogno è che tra qualche anno, il 51% delle persone associ al nome di Yara ai progetti dell’associazione e ai risultati ottenuti per non far spegnere i sogni sportivi dei ragazzi di famiglie in difficoltà e solo il 49% alla tragedia che le è capitata».
Chiuso in se stesso, affranto per l’esito di una sentenza che non s’aspettava, annichilito da quella pena accessoria che potrebbe in futuro negargli la patria potestà sui figli, l’unica cosa per la quale tira avanti, come ha confidato al suo avvocato Claudio Salvagni.
Il lungo capitolo del processo di primo grado a Massimo Bossetti si è chiuso venerdì 1 luglio: «Ergastolo». La sentenza è stata pronunciata al termine di una giornata molto tesa in cui il muratore di Mapello, accusato di essere l’assassino di Yara Gambirasio, ha implorato di giudici di ripetere l’esame del dna.
La sentenza della Corte d’Assise di Bergamo per il muratore di Mapello accusato di aver ucciso la tredicenne Yara Gambirasio, scomparsa a Brembate Sopra il 26 novembre 2010 e trovata morta a Chignolo d’Isola tre mesi dopo.
Ultimo atto del processo che vede imputato Massimo Bossetti, accusato di essere l’assassino di Yara Gambirasio.
È il giorno della sentenza per Massimo Bossetti
Condanna o assoluzione. È il giorno della sentenza per Massimo Bossetti, accusato dell’omicidio della piccola Yara Gambirasio. Al termine dell’udienza finale, la 45° di questo lungo processo, verrà pronunciato il verdetto.
L’alba di oggi non era ancora spuntata, che già i più irriducibili fra gli aspiranti membri del pubblico erano in coda, in attesa dell’apertura dei cancelli, pronti a tutto per accaparrarsi un posto in aula.
È «fiducioso» e ripete: «Sono innocente e la verità deve venire a galla» in questi giorni Massimo Bossetti, per il quale venerdì 1° luglio è attesa la sentenza dei giudici della Corte d’Assise di Bergamo per l’omicidio di Yara Gambirasio.
Ci siamo. Il processo è finito e nell’udienza di venerdì 1° luglio, la 45ª e ultima, il destino di Massimo Bossetti sarà deciso da sei donne e due uomini: i giudici che compongono la Corte d’Assise.
Con quella (decisiva) del 1° luglio saranno quarantacinque le udienze del processo a carico di Massimo Bossetti. Tante, sì. Tiriamo le fila e il quadro non ci appare, però, cambiato molto rispetto alla situazione pre-dibattimento. Dopo un anno intero di confronti serrati tra accusa e difesa su sogni singola traccia, tabulato, fotogramma, cromosoma e frammento di fibra, siamo sempre lì: contro Mas…
La Corte ha deciso: niente televisioni nè fotografi per la sentenza del processo a Massimo Bossetti.