Morta Ester Arzuffi, mamma di Bossetti Nei giorni scorsi l’ultima visita del figlio
È morta Ester Arzuffi. La mamma di Massimo Bossetti, in carcere per l’omicidio di Yara Gambirasio, è deceduta a 71 anni.
È morta Ester Arzuffi. La mamma di Massimo Bossetti, in carcere per l’omicidio di Yara Gambirasio, è deceduta a 71 anni.
«Signori giudici, chi vi scrive è Massimo Bossetti». Comincia così la lettera che il muratore di Mapello, in cella con l’accusa di aver ucciso Yara Gambirasio, ha scritto ai giudici della Corte di Cassazione, che affronteranno il suo caso nell’udienza fissata per il 12 ottobre.
Contro la sentenza con la quale, nel luglio scorso, i giudici della Corte d’assise di Brescia hanno confermato l’ergastolo per il muratore di Mapello.
Erano le 18,40 del 26 novembre di 7 anni fa quando Yara Gambirasio, una ragazzina di 13 anni, scompariva nel nulla, dopo essere uscita dalla palestra di Brembate Sopra, dove si era recata poco prima per riportare uno stereo.
Il presidente della Corte d’Assise d’Appello di Brescia, Enrico Fischetti, ha depositato lunedì mattina le motivazioni della sentenza di condanna in secondo grado a carico di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello in carcere con l’accusa di aver ucciso Yara Gambirasio.
«Yara è viva, è qui con noi. E iniziative come queste ne sono la conferma». Queste le parole del mister Emiliano Mondonico, testimonial d’eccezione della conferenza stampa della terza edizione del torneo di calcio a 7 riservato alla categoria pulcini 2007-2008 in programma domenica al Centro sportivo di Valbrembo che richiama centinaia di piccoli calciatori da tutta Italia.
L’avvocato della famiglia Gambirasio: «Giustizia è stata fatta, ora ogni dubbio è stato fugato».
I giudici d’appello di Brescia hanno ribadito la sentenza di primo grado del luglio 2016 per il carpentiere di Mapello.
A Brescia si allungano i tempi per la sentenza d’appello del caso Yara.
Massimo Bossetti, all’inizio delle sue dichiarazioni spontanee nel processo d’Appello a Brescia, ha voluto rivolgere un «sincero pensiero» a Yara Gambirasio per il cui omicidio è stato condannato all’ergastolo.
Una foto satellitare e il parere di un luminare inglese della genetica, il professor Peter Gill, docente dell’Università di Oslo (Norvegia). Sono le carte che la difesa di Massimo Bossetti, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, giocherà al processo d’appello al via venerdì mattina a Brescia.
La Corte di Brescia ha stilato un calendario che prevede udienze il 6, 10 e 14 luglio. Più un’altra di riserva il 17.
Vietate telecamere e macchine fotografiche in aula: Bossetti entrerà da un ingresso sotterraneo
La difesa darà battaglia sul Dna, alla ricerca di una perizia, negata in primo grado.
in onda su Sky Atlantic: una ricostruzione in 4 parti per il ciclo «Il racconto del reale».
L’uomo è scomparso a Natale di un anno fa. La lettera affidata all’Adnkronos
Parla di «macroscopiche falsità» Ezio Denti, il consulente di Massimo Bossetti, nello smentire quanto pubblicato dal quotidiano Repubblica in cui si riferisce che il consulente è indagato dalla procura di Bergamo per non aver conseguito la laurea.
«Ormai la vita mia è solo una sofferenza ma non intendo per niente mollare». Lo scrive Massimo Bossetti dal carcere di Bergamo alla mamma Ester e alla sorella Laura.
L’avvocato Salvagni attacca: «Il processo non regge. Ci siamo trovati di fronte a una sentenza e a un processo che ha fatto a stracci il diritto sostanziale, il diritto processuale e il diritto costituzionale»
Pier Luigi Maria Dell’Osso, procuratore generale del distretto di Brescia ha presentato l’impugnazione.