A un’Europa più forte serve più condivisione
MONDO. La parola chiave è crescita. Su questo i capi dei 27 Stati dell’Ue sono tutti concordi. Mario Draghi ed Enrico Letta hanno tracciato la strada.
MONDO. La parola chiave è crescita. Su questo i capi dei 27 Stati dell’Ue sono tutti concordi. Mario Draghi ed Enrico Letta hanno tracciato la strada.
MONDO. Nessuno, è quasi inutile sottolinearlo, vuole sottovalutare l’importanza del rapporto tra Europa e Africa, e nemmeno sottostimare l’originalità dell’approccio del Piano Mattei, che si rivolge a quattordici Paesi africani (tra cui colossi come Egitto, Algeria, Kenya…) con un atteggiamento sganciato dalla vecchia logica donatore-recettore.
MONDO. Il quadro è sempre più critico, da ultima spiaggia. «A un anno di distanza, l’Europa si trova in una situazione più difficile. Il nostro modello di crescita sta svanendo. Le vulnerabilità stanno aumentando. E non esiste un percorso chiaro per finanziare gli investimenti di cui abbiamo bisogno».
LA STORIA. La storia di Maria Allegra Magnini, gli studi alla Luiss e Harvard. Ora con Avsi impegnata nella riforestazione in Africa: «Anche un piccolo fornelletto qui può cambiare la vita».
CONSIGLIO CAMERALE. Enrico Letta: i singoli Stati, da soli, sarebbero dei nani di fronte a Stati Uniti, Cina e India. Mazzoleni: tante sfide, l’Ue sembra un condominio litigioso.
MONDO. Solo nella mezza mattinata di apertura del recente Festival Città Impresa svoltosi a Bergamo, la parola «dazi» è stata pronunciata ben 42 volte dai relatori, e così si è andati avanti anche nelle giornate di dibattito successivo.
MONDO. Al Consiglio europeo informale di Budapest i capi di Stato e di governo hanno accolto con favore i rapporti di Enrico Letta e Mario Draghi su mercato e competitività.
MONDO. Il tema della competitività è oggetto in Europa di discussioni intergovernative. «Nuovo Patto europeo sulla competitività» è il documento che riprende le linee guida tracciate da Mario Draghi e Enrico Letta, due ex premier italiani.
IL COMMENTO. Restiamo con i piedi per terra, sembra dire il presidente Sergio Mattarella dal Forum Ambrosetti di Cernobbio. Fra realismo e sguardo inclusivo, indica tre piste.
MONDO. Parla anche a noi il risultato delle elezioni i Francia, con la sconfitta dell’estrema destra, dopo quello in Inghilterra che ha premiato i laburisti in formato riformista.
MONDO. Dunque in Europa starebbe per tornare la maggioranza Ursula, come viene detta l’alleanza tra i tre partiti «storici» del Parlamento che ha espresso la presidente della Commissione: popolari, liberali e sinistra.
ECONOMIA. Bosch è il più grande fornitore per l’industria automobilistica del mondo. Ha 430mila dipendenti e 90 miliardi di euro di fatturato. L’azienda ha fissato un margine di redditività (Ebit ) del 7% per poter continuare ad essere indipendente.
ITALIA. Sul debito italiano Moody’s ha mantenuto il giudizio precedente con prospettive che migliorano da negative a stabili. Stilare una pagella sulla capacità di uno Stato o di un attore privato di restituire il denaro ai creditori è il compito delle agenzie di rating.
MONDO. Il governo Meloni ha schierato l’Italia inequivocabilmente dalla parte di Israele assalito dai terroristi islamisti di Hamas; ha chiesto che si risparmi la vita dei civili di Gaza e ha assicurato a chi di questi vorrà sfollare verso sud, il proprio aiuto umanitario; ha ripetuto che la soluzione del conflitto non può che essere quella di «due popoli, due Stati» secondo la dottrina Onu.
IL COMMENTO. Tra le anomalie di questa fase politica, c’è anche l’elogio della contraddizione. Non a tutti piace, e anzi - alle prime difficoltà grosse - finirà per alimentare un dissenso nel campo di Giorgia Meloni, a cominciare dalla sua casa d’origine, che di nostalgia ha sempre campato. Ma per ora funziona. Per referenze, rivolgersi a Joe Biden che un anno fa ammoniva preoccupato il suo part…
POLITICA INTERNA. Il primo test elettorale per Giorgia Meloni e la sua maggioranza è stato pressoché un trionfo.
POLITICA. «Il partito unico è morto». Parola di Carlo Calenda. Addio Terzo Polo. È finita: Matteo e Carlo hanno litigato di brutto e si separano con rancore e tra gli insulti. Diciamoci la verità: ce l’aspettavamo tutti da questo matrimonio di interesse. Pensare poi che quella strana coppia di egocentrici potesse reggere oltre il viaggio di nozze era cosa da anime belle.
Italia. Elly Schlein ha ottenuto alle primarie dei gazebo 587.010 voti. Stefano Bonaccini 505.082. La differenza è di 81.978 voti, se abbiamo fatto bene la sottrazione. Nelle votazioni dei circoli (riservate agli iscritti al Pd) a vincere era stato invece Bonaccini con un margine più ampio, 52 a 34 per cento, nonostante che i capicorrente (Prodi, Franceschini, Zingaretti, Cuperlo, Orlando, Bersa…
Il commento. Grande discussione tra le tante e litigiose anime del centro-sinistra sulla scoppola ricevuta alle elezioni regionali stravinte dalla destra e dal partito delle astensioni. Discussione doppia nel Pd impegnato a scegliersi il segretario del dopo-Letta. Discussione mesta nel Terzo Polo ridotto al lumicino nel Lazio e in Lombardia. Discussione rancorosa dei Cinque Stelle di Giuseppe Co…
Politica interna. Come più volte ribadito nel corso della campagna elettorale, anche nel suo discorso al Parlamento la premier Giorgia Meloni ha dato grande risalto alla necessità di riformare i poteri e le modalità di elezione del Capo dello Stato.