Sorpresi in hotel col revolver: i due ucraini lasciano la cella
VIA BORFURO. Un 32enne e un 55enne sono finiti ai domiciliari nell’abitazione del secondo, dirigente di un’azienda.
VIA BORFURO. Un 32enne e un 55enne sono finiti ai domiciliari nell’abitazione del secondo, dirigente di un’azienda.
L’OPERAZIONE. Nel locale cittadino era stato trovato il tabacco illegale. Obbligo di dimora per uno degli assistenti di volo. Prestiti di «copertura» per giustificare i lavori a casa.
IL CASO. Tentato omicidio di Simba La Rue, le motivazioni delle condanne per la gang rivale. Il gup: «La giustizia percepita come indebita intromissione».
IL DELITTO. Consulenti di parte e periti: vizio totale di mente per Caryl Menghetti. L’omicidio lo scorso gennaio a Martinengo nella casa della coppia. La donna aveva già avuto problemi psichici.
LA SENTENZA .Tra fine 2022 e giugno 2023 messi a segno una decina di colpi. Furti sulle vetture: titolari risarciti, querele ritirate. Imputati puniti solo per i raid nelle case.
IL LUTTO. L’ultimo saluto a Brusaporto venerdì 2 febbraio alle 10. La moglie resta ricoverata in Psichiatria: oltre 20 coltellate inferte al 56enne che tentò di difendersi.
IL DRAMMA. Caryl Menghetti, che giovedì ha accoltellato il marito Diego Rota nella loro villetta, è nel reparto di Psichiatria del «Papa Giovanni». Non è stata interrogata perché è sottoposta a una terapia e si è ritenuto che la lucidità non fosse garantita, sarà sentita quando le sue condizioni saranno valutate idonee per sostenere un interrogatorio.
La misura cautelare è stata disposta il 19 settembre nei confronti del 28enne di Endine Gaiano che, poco dopo la mezzanotte del 24 agosto a San Felice al Lago, frazione di Endine, aveva travolto e ucciso col furgone Andrea Dellanoce, 17 anni.
LA DECISIONE. Secondo la Procura gli insulti «riprovevoli» avrebbero avuto carattere «ingiurioso», ma il reato in questione è depenalizzato.
Montello. Il gip: ha proseguito per andare all’appuntamento per la battuta di caccia con gli amici. Lui: non m’ero reso conto.
Dopo l’interrogatorio. L’automobilista bloccato dai carabinieri domenica 30 ottobre dopo la lite e il tragico scontro in via Papa Giovanni è stato sentito dal gip in carcere nella mattinata di mercoledì 2 novembre. «Non ho speronato la moto, il contatto è stato involontario» ha detto. Il gip ha convalidato l’arresto, l’uomo resta in carcere con l’accusa di omicidio volontario.
L’interrogatorio. L’automobilista bloccato dai carabinieri domenica 30 ottobre dopo la lite e il tragico scontro in via Papa Giovanni è stato sentito dal gip in carcere nella mattinata di mercoledì 2 novembre. «Non ho speronato la moto, il contatto è stato involontario».