Salvatore Defendi, la storia di un soldato «secondo a nessuno»
Le tristi vicende del Secondo Reggimento per il quale combatté il Bersagliere Capitano di Pognano durante la Seconda guerra mondiale


Le tristi vicende del Secondo Reggimento per il quale combatté il Bersagliere Capitano di Pognano durante la Seconda guerra mondiale
Ecco alcuni dei ricordi caricati dai lettori sul sito Ognivitaunracconto.it nel quale abbiamo raccolto le necrologie apparse su L’Eco dagli anni Cinquanta ad oggi. Trovate la persona che volete ricordare, scrivete il vostro ricordo e inviate. Nel giro di qualche ora il vostro scritto verrà associato e scorrerà insieme agli altri ricordi. Lo spirito di questo progetto è quello di tenere viva la me…
Un brivido di rimpianto e insieme un messaggio di fede viene dalla rassegna rapida delle necrologie di sacerdoti, religiosi e religiose della diocesi bergamasca negli anni Sessanta. Nomi che riaffiorano dalla memoria e tanto hanno da dire anche a chi, come me, si è trovato al loro posto godendo dei frutti del loro impegno.
I turni in trincea potevano durare anche per settimane. Bisognava stare fermi in uno spazio ridotto che era cucina, gabinetto, ospedale e cimitero. Sotto un diluvio casuale di proiettili di acciaio e con il rombo feroce delle esplosioni nelle orecchie. Ogni guerra porta devastazioni sempre diverse che sono esterne, ma anche interne, soprattutto se lo Stato non riconosce il sacrificio.
Atleti del calcio e del ciclismo, guidatori virtuosi con 50 anni di guida senza incidenti, ma anche bevitori instancabili e, a volte, molesti che prenotavano la “riconsegna” a casa in carriola. Questo è il mondo multiforme che è passato dalle sale della trattoria cittadina fino agli anni Novanta dove anche da qui è cominciata l’accoglienza dei migranti.
La vita non gli ha regalato nulla che non abbia conquistato con fatica. Giovanni Zanoletti, eroe del fronte russo, medaglia di bronzo al valor militare e Cavaliere al merito della Repubblica italiana, fino alla fine ha tenuto alto il valore del cappello Alpino, sempre indossato. Il corrispondente dalla Val Seriana Andrea Filisetti ne ha tratteggiato un ritratto commovente in occasione della morte…
Quanto vale una medaglia al valore militare? Per chi l’ha guadagnata, il valore è immenso, per la sua famiglia è enorme, per i collezionisti c’è un valore storico e un valore di acquisizione, per gli stolti vale giusto il peso del suo materiale. A misurare la diversa percezione del valore ci ha spinto un fatto di cronaca raccontato dal nostro collaboratore Angelo Monzani nel novembre 2012
Gli Anni Cinquanta delle necrologie raccolgono un dato storico interessante: le medaglie al valor militare conquistate da soldati e ufficiali nel corso delle due guerre. Per farne emergere il valore sociale, ovvero per capire quanto fosse importante esibire le gesta eroiche militari, abbiamo raccolto alcune storie e alcuni aneddoti
Nomi e nomignoli. Perché Gino e Nino, Gina e Lina sono i soprannomi più frequenti nelle necrologie? E come si spiegano alcuni soprannomi così lontani dal nome originario? Aiutateci con i vostri aneddoti familiari
Il valore dell’insegnamento passava anche dall’attribuzione annuale delle Medaglie d’oro, d’argento e di bronzo che riconoscevano il merito di maestre e maestri
Negli anni Cinquanta la società rappresentata nelle necrologie vede i segni del passaggio da un mondo legato alla nobiltà ereditaria a quello impegnato a ritagliarsi una dimensione “repubblicana” dove accanto ai titoli aristocratici, svuotati di valore, vengono avanti con altrettanto orgoglio le professioni di cui l’Italia di quegli anni ha immenso bisogno. In coda il ricordo scritto dal direttor…
Spiravano nel bacio del Signore, le loro anime tornavano a Dio muniti dei conforti religiosi, i funerali erano meste cerimonie sebbene i negozi restassero chiusi e tutto il paese fosso comandato a partecipare. Analizzando le espressioni religiose si possono rileggere i cambiamenti nella vita religiosa e della comunità. Un viaggio nelle vite degli ecclesiastici che hanno abitato conventi e canonic…
Gli scötöm bergamaschi, sono nomi o aggettivi identificativi tramandati di generazione in generazione, sono una testimonianza vivida della storia e delle persone che hanno caratterizzato la comunità nel tempo. Attraverso di essi, si rivive il legame profondo e unico tra le famiglie e il territorio, suscitando memorie, ricordi e curiosità che contribuiscono a preservare l’identità e la cultura loc…
L’analisi dei necrologi di L’Eco di Bergamo tra il 1950 e il 1959 rivela la complessa realtà sociale dell’epoca, testimoniando professioni e attività svolte dai defunti. Dai commercianti ai muratori, ogni mestiere racconta storie di orgoglio e identità, offrendo uno sguardo unico sul mondo del lavoro del tempo.
Ci sono il Vigile scelto, il titolare del negozio di Cristallerie-bigiotterie nella Galleria Santa Marta, il droghiere di Nembro, il mugnaio di Credaro. Il Mutilato di guerra, il S.T. Pilota da caccia e le Nobil Donne, Contesse, Marchese e le case principesche. Storie che chiedono di essere raccolte e raccontate insieme (da voi e da noi) che partono dal 1950 per arrivare ad oggi. Con il Memoriale…