Fotoracconto di Palermo-Atalanta 2-3
Fotoracconto di Palermo-Atalanta 2-3
«Non siamo stati fortunati, abbiamo avuto tante occasioni, due salvataggi sulla linea, il rigore sulla traversa, non siamo stati concreti ed è un peccato».
«Non è ancora detta l’ultima parola, ma quello di Palermo è un passo determinante in chiave salvezza». Edy Reja è felice per il 3-2 con cui la sua Atalanta si è imposta in Sicilia. Adesso serve un solo punto ai nerazzurri per assicurarsi la permanenza in A.
Alla conclusione di una partita incredibile, l’Atalanta ha espugnato Palermo vincendo per 3-2. I nerazzurri, che sono rimasti in 10 dall’11’ st per l’espulsione di Avramov, sono ora a un punto dall’aritmetica salvezza che potrà essere conquistata domenica in casa contro il Genoa.
Quattro giornate alla conclusione del campionato di serie A con l’Atalanta che deve conservare il +6 sul Cagliari per garantirsi la salvezza. Un +6 che mister Reja sarebbe felice di conservare anche dopo la 35ª giornata di campionato, nonostante il match che attende sabato il Cagliari a Torino contro la Juventus sia sulla carta più problematico di quello che i nerazzurri disputeranno domenica a P…
Appuntamento, domenica, dalle 15 alle 18,15, su Bergamo TV con «TuttoAtalanta diretta stadio». Gli ospiti in studio seguiranno la sfida tra l’Atalanta e il Palermo commentando le varie fasi.
Chi pensa ancora a un Edy Reja traghettatore sbaglia grosso. Non solo perché il settantenne mister goriziano è forte di un contratto che parla, in maniera chiara, di conferma per la stagione 2015-2016 in caso di salvezza.
Lavori in corso per il Comunale, ma per adesso in campo ci sono i legali e i tecnici. I primi impegnati sul fronte del chi deve fare cosa, i secondi sul come farli.
Grande risposta dei tifosi atalantini a Oriocenter, dove Luca Cigarini ha potuto vedere da vicino l’ultimo dei gadget nerazzurri, il calcio-balilla dell’Atalanta.
Da quando la serie A è a 20 squadre è successo solo nel 2005 con la rimonta della Fiorentina.Ma era l’anno di Calciopoli, con i viola coinvolti
E così il Cagliari ha sfruttato il jolly: ha rifilato un perentorio 4-0 casalingo (già 2-0 dopo 15’; Ekdal, Farias, Mpoku e Cop i marcatori) all’ormai demotivato Parma per rosicchiare due punti all’Atalanta, reduce dall’1-1 contro la Lazio al Comunale. La classifica ora dice Atalanta quartultima a 33 punti e Cagliari 27 (Cesena 24) a quattro giornate dalla conclusione del campionato.
Nell’Atalanta più bella della gestione Reja è stato D’Alessandro il giocatore nerazzurro più bravo. È l’esito della 34ª tappa di «Vota l’atalantino dell’anno» che ha visto l’esterno conquistare il 30% delle preferenze dei lettori del sito internet de L’Eco di Bergamo.
«Il mio futuro? Ho un contratti di due anni con l’Atalanta per cui resterò qui». Pierpaolo Marino, direttore generale degli orobici, ai microfoni di «Radio Crc», nel corso di «Si gonfia la rete», assicura di non volersi muovere da Bergamo.
Giovanni Vavassori, già allenatore dell’Atalanta, approda sulla panchina del Pavia fino al termine della stagione. Il Pavia è l’unica società professionistica del calcio italiano di proprietà cinese.
A sottovalutare o a non dar peso alle sensazioni di gran parte dei tifosi, spesso e volentieri, si sbaglia e di grosso.
L’aveva annunciato qualche settimana fa e domenica 3 maggio ha mantenuto la promessa: il questore Girolamo Fabiano è andato in curva Nord e pure al Baretto, lo storico ritrovo degli ultrà che la stessa questura ha fatto chiudere per quattro domeniche.
Il pareggio casalingo per 1-1 contro la Lazio, la salvezza sempre più vicina, la trasferta di domenica prossima a Palermo, il bilancio delle tre partite in una settimana e le prime voci di calciomercato.
La lanciatissima e motivatissima Lazio (in classifica sta contendendo ai cugini giallorossi il secondo posto) è stata bloccata dall’Atalanta edizione turbo. E se i nerazzurri avessero vinto l’avrebbero, tra l’altro, meritato.
Stefano Pioli incassa il pareggio della sua Lazio con l’Atalanta e vede il bicchiere mezzo pieno. «Abbiamo avuto subito una palla gol con Keita - spiega -, poi abbiamo trovato un avversario molto fisico, che ci stava sempre
addosso».