Referendum, le vere questioni sociali
ITALIA. L’occasione referendaria dovrebbe servire per aprire un dibattito vero sui problemi del lavoro, dei salari bassi, della redistribuzione dei redditi, ma non sta andando affatto così.
ITALIA. L’occasione referendaria dovrebbe servire per aprire un dibattito vero sui problemi del lavoro, dei salari bassi, della redistribuzione dei redditi, ma non sta andando affatto così.
ITALIA. Ora anche due governatori si aggiungono alla lista di leader ed esponenti del centrodestra che invitano gli italiani a non andare a votare l’8 e il 9 giugno per i cinque referendum promossi dalla Cgil di Maurizio Landini e appoggiato, in modi diversi, dai partiti dell’opposizione.
ITALIA. Come ormai è prassi, quando si tratta di referendum la vera partita è sul quorum, ossia su quanti andranno a votare e se la loro partecipazione sarà almeno pari alla metà più uno degli aventi diritto. Se, come sempre più spesso è accaduto nella storia recente dei referendum, non si raggiungerà il «quorum», appunto, il referendum non avrà valore.
ITALIA. Guerra commerciale e guerra vera e propria hanno riempito le piazze nello scorso week end, prendendosi lo spazio che il dibattito politico non riesce ad occupare con chiarezza.
Oggi a Strasburgo il dibattito dell’Europarlamento sul programma di riarmo europeo (ReArm Ue) proposto da Ursula von der Leyen.
MONDO. Nel grande disordine mondiale, si dice che l’Italia abbia il vantaggio di una situazione stabile, grazie a una maggioranza garantita fino al 2027. È vero rispetto al passato, ma dietro al vincolo della convenienza del potere, c’è una fragilità che riguarda proprio i temi internazionali.
ITALIA. In politica a volte serve sdoppiarsi, come diceva Giulio Andreotti, e Giorgia Meloni si dimostra un’equilibrista senza paura: l’Italia non perde occasione per ribadire il suo sostegno a Zelensky, con ben 2,7 miliardi di euro già destinati a Kyiv.
ITALIA. Sono occorsi quattordici scrutini e più di quattrocento giorni per restituire alla Corte Costituzionale il suo plenum di quindici giudici.
ITALIA. Il campo è largo, ma lo spazio è ristretto. Non è un gioco di parole. È la realtà che si presenta come un ossimoro.
IL PROCESSO. Il gip di Bergamo Vito Di Vita ha accolto la richiesta della Procura di Bergamo, disponendo l’archiviazione del fascicolo.
ITALIA. Per paradosso, proprio nel giorno in cui Beppe Grillo, a bordo di un carro funebre nel giardino della sua villa, decreta che la sua creatura, il Movimento Cinque Stelle «è morto», i sondaggi ci dicono che il medesimo movimento, divenuto contiano, addirittura cresce un pochino nelle simpatie dell’elettorato: +0,5%.
MONDO. Il mondo politico italiano, destra e sinistra, ha detestato sin da subito Carlos Tavares, l’a.d. di Stellantis che si è dimesso con una buonuscita monstre di 100 milioni di euro.
ITALIA. Ce l’hanno fatta, Cgil e Uil, a riempire le piazze. Notizia non scontata, non succedeva da parecchio tempo.
ITALIA. Il centrosinistra, o comunque lo si voglia chiamare, riesce ad impedire al suo avversario di infliggergli il colpo fatale quale sarebbe stato se le truppe di Meloni, Salvini e Tajani fossero riuscite a conquistare l’Emilia Romagna e a mantenere il predominio in Umbria con la governatrice uscente Donatella Tesei.
ITALIA. Ormai una stagione della nostra storia politica è davvero finita, bella o brutta che sia stata.
ITALIA. Era difficile capire se il campo largo avrebbe tenuto, nessuno aveva messo in conto che si potesse dissolvere prima ancora di essere costituito.
ITALIA. Per capire lo stato dei rapporti tra Salvini e Tajani, basta rileggersi il commento del leader della Lega a quanto detto dal suo collega vice premier a proposito della vittoria dell’estrema destra in Austria, e cioè che bisogna bloccare «ogni rigurgito neonazista» e che nessuno accordo deve essere fatto con il partito di Herbert Kickl per formare il governo di Vienna.
Tre libri che parlano di dei, miti e leggende.
ITALIA. Come si sapeva da giorni, nella votazione per l’elezione dei quattro componenti del consiglio di amministrazione della Rai di nomina parlamentare, il cosiddetto «campo largo» della sinistra si è diviso: i partiti sono andati ognuno per conto proprio.
ITALIA. Vita dura per i fautori del cosiddetto «campo largo». Un progetto che stenta ad avere padri e madri, figuriamoci un futuro. Esemplare la storia del referendum sulla cittadinanza.