Strage di Dacca, l’autopsia sulle 9 vittime «Niente colpo di grazia, una morte lenta»
È stata una morte lenta quella dei nove italiani uccisi in Bangladesh, anche perché non sono stati raggiunti dal colpo di grazia.
È stata una morte lenta quella dei nove italiani uccisi in Bangladesh, anche perché non sono stati raggiunti dal colpo di grazia.
Non si era arreso alla fine del rapporto e aveva ferito l’ex compagna a una spalla con un coltello nello scorso marzo a Calusco: martedì 5 luglio V. G. M., pensionato 60enne, ha patteggiato una pena di 5 anni davanti al gup.
Il tradizionale raduno padano sul pratone è stato rinviato per preparare la battaglia delle urne.
L’uomo non è andato in Bangladesh dove la moglie è rimasta vittima dell’attentato.
Chiuso in se stesso, affranto per l’esito di una sentenza che non s’aspettava, annichilito da quella pena accessoria che potrebbe in futuro negargli la patria potestà sui figli, l’unica cosa per la quale tira avanti, come ha confidato al suo avvocato Claudio Salvagni.
Maria Riboli sarebbe morta per l’esplosione di una granata, gettata dai terroristi al loro ingresso nel locale e finita sotto il tavolo in cui stava cenando insieme ad altri italiani. Alla mamma trentatreenne di Solza sarebbero stati quindi risparmiati i colpi di machete inflitti ad altri nostri connazionali.
Adele, Nadia, Vincenzo, Claudia, Cristian. E Maria, «semplicemente una bergamasca vera». Luca Zenoni ha perso tanti amici nell’attentato compiuto venerdì sera dai miliziani dell’Isis in un ristorante a Dacca, capitale del Bangladesh.
Due comunità in lutto per la tragica morte di Maria Riboli, la giovane mamma bergamasca di 33 anni uccisa nell’attentato dell’Isis in Bangladesh. Originaria di Vigano San Martino, dopo il matrimonio si era trasferita a Solza.
Sono nove le vittime italiane - insieme a Maria Riboli di Solza - accertate dell’attacco a Dacca, secondo quanto riferito dalla Farnesina, mentre nel pomeriggio di sabato 2 luglio c’è ancora apprensione per una decima vittima non ancora identificata.
Una donna bergamasca, Maria Riboli, è morta nella strage di Dacca, capitale del Bangladesh.
La sentenza della Corte d’Assise di Bergamo per il muratore di Mapello accusato di aver ucciso la tredicenne Yara Gambirasio, scomparsa a Brembate Sopra il 26 novembre 2010 e trovata morta a Chignolo d’Isola tre mesi dopo.
All’Italia, per carità, non manca nulla né in termini di paesaggi né in termini di ottimo vino.
Scontro tra auto e moto nel tardo pomeriggio di lunedì 27 giugno a Brembate sulla via per Grignano. Nell’incidente, ha riportato gravi ferite il centauro che è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stato operato in tarda serata.
«Aiuto! Aiuto!». Le grida sono echeggiate nei pressi della diga sul Brembo, a sud di Brembate: provenivano da un ragazzo, che si trovava in difficoltà nell’acqua del fiume, immerso per prendere un po’ di fresco nel primo sabato dal clima mite, violando però i divieti di balneazione imposti nella zona.
Violenza all’Ufficio territoriale di Presezzo (ex Ponte San Pietro). La Direzione regionale della Lombardia «esprime la massima solidarietà ai colleghi coinvolti».