La verità di Sara, ritrovata dopo 10 giorni Fuga volontaria, non rischia una denuncia
Sara Capoferri non era a Berlingo, non a Iseo e neppure a Passirano e Gussago, dove era stata cercata nei giorni scorsi dagli inquirenti.
Sara Capoferri non era a Berlingo, non a Iseo e neppure a Passirano e Gussago, dove era stata cercata nei giorni scorsi dagli inquirenti.
Un’incredibile serie di sfortunate coincidenze all’origine del terribile schianto della sera di sabato 4 marzo in Val Camonica, nel quale ha perso la vita una donna di 70 anni e le due sue nipotine sono rimaste gravemente ferite.
Il tragico schianto verso le 20 di sabato 4 marzo sulla statale 42 in territorio di Rogno. Due auto con a bordo in totale 8 persone si sono scontrate. Gravissimo il bilancio. Una persona è morta e ci sono anche dei feriti, tra cui un bambino sembra essere in gravissime condizioni.
La donna originaria di Sarnico è stata ritrovata dopo 10 giorni dalla scomparsa. Si era temuto il peggio. Decisiva una segnalazione arrivata al Giornale di Brescia.
Proseguono nel Bresciano le ricerche della 37enne originaria di Sarnico scomparsa da più di una settimana.
Un bossolo da arma da fuoco è stato trovato lungo la strada vicino al laghetto artificiale dove una settimana fa è stata recuperata l’auto bruciata di Sara Capoferri, la 37enne nata a Sarnico e residente a Palazzolo, scomparsa da casa da una settimana.
Un incidente tra un’auto e un motoscafo. Senza la spiegazione fotografica potrebbe sembrare una notizia inventata, invece è proprio quello che è successo a Sarnico.
L’ultimo caso è stato denunciato sulla sponda bresciana la settimana scorsa, ma casi sono segnalati su tutta la costa anche a Sarnico.
In volo sul lago d’Iseo, per ammirarne le bellezze dall’alto e innamorarsene definitivamente. Qualche fortunato aveva vissuto l’esperienza già l’estate scorsa, in occasione della passerella di Christo.
È stato ritrovato a Costa Volpino il corpo senza vita del pescatore di 54 anni scomparso da mercoledì 15 febbraio.
La Fmi critica verso il sindaco di Rogno: «Le sue parole possono essere invece male interpretate».
«Il progetto di un percorso dedicato alle moto da enduro tra l’Alto Sebino, la Val Seriana e la Valle Camonica non è mai stato concretizzato, perché i Comuni coinvolti sono troppi e mettere d’accordo una ventina di amministrazioni è un’impresa di fatto impossibile».
Umberto sarà il presidente della sezione dedicata al difensore, sarnichese doc, che l’anno scorso si è ritirato dopo una carriera interamente atalantina
«Per mesi ho sperato che papà tornasse. È una vicenda che mi ha segnato, non so cosa darei per riaverlo o almeno avere notizie certe. Sono stati 12 mesi pesanti» racconta Federico Fiorini, 20 anni, studente all’Istituto superiore Serafino Riva di Sarnico.
Un filo di ferro teso tra due alberi a un’altezza di circa un metro: una trappola per gli appassionati di motociclismo, che poteva costare carissimo a Matteo, giovane pilota di enduro di Costa Volpino.