Manenti, la Procura francese contro il no all’estradizione: ricorso in Cassazione
Il caso La Corte d’appello aveva rigettato la richiesta dell’Italia per dieci ex terroristi rossi. Il procuratore di Bergamo Chiappani: soddisfatti.
Il caso La Corte d’appello aveva rigettato la richiesta dell’Italia per dieci ex terroristi rossi. Il procuratore di Bergamo Chiappani: soddisfatti.
Puoi leggere QUI la prima puntata di questo approfondimento: il confronto dei cicli di Gasperini, Titta Rota, Sonetti, Colantuono e Mondonico. Mutando gli impeg…
Parigi Le parole del presidente francese all’indomani del parere negativo sulla richiesta di estradizione per tutti e 10 gli ex terroristi, tra i quali il bergamasco Narciso Manenti.
La giustizia francese ha negato l’estradizione a dieci ex terroristi rossi italiani, macchiatisi di reati di sangue e riparati oltralpe, dove hanno potuto rifarsi una vita a piede libero all’ombra della dottrina Mitterrand. Tra questi c’è il bergamasco Narciso Manenti, all’epoca militante dei Nuclei armati per il contropotere territoriale e ora elettricista 64enne, che nel 1984 aveva rimediato la…
Il caso L’udienza sull’estradizione dell’ex terrorista ha dato esito negativo: il bergamasco non sarà estradato.
La mobilitazione Cancellati i voli per Bari e Lourdes, Berlino e Palma de Mallorca, Madrid e Barcellona nella giornata di sabato e registrato un volo cancellato per e da Barcellona e ritardi nella mattinata di domenica.
I pasticceri bergamaschi Adriano Anastasio, Silvano Marchesi, Massimo Vanoncini e Luca Volpi si aggiudicano la finale della decima edizione di Panettone Day.
Possiamo dirlo? Con la guerra in Ucraina che prosegue imperterrita e crudele, la crisi di gas e petrolio e la recessione che aleggia come un avvoltoio sull’intera Europa (costi alla produzione aumentati del 33% in Germania e Italia), non si sentiva proprio il bisogno del pasticcio allucinante che rischia di nascere intorno a Kaliningrad.
Rivolta d’Adda L’incidente è avvenuto mercoledì 22 giugno intorno alle 10.
L’era dell’ordine mondiale unipolare (americano) è finita e ne nascerà una nuova, di Stati forti e sovrani che non si muovono lungo la traiettoria già delineata da qualcuno (gli Usa), con la Russia che «diventerà ancora più forte». L’Unione europea poi «ha perso irreversibilmente la sovranità». Sono i passaggi più significativi del discorso di Vladimir Putin venerdì scorso al 25° Forum economico …
Bisogna essere in due a volere la pace, che, di solito, si fa con i nemici. Il problema di fondo è che chi ha provocato la presente tragedia all’Est - non lo si dimentichi, per ragioni ideologiche sognando la rinascita di un impero - non ha raggiunto gli obiettivi postisi alla vigilia della «campagna militare speciale». Uscire pertanto dal pantano ucraino non sarà affatto facile, nonostante si po…
Non si fa che parlare di pace. Non c’è altra aspirazione più condivisa ma al contempo nulla è più divisivo del modo di conquistarla.
Incidente Lo scontro verso le 19,30 di domenica 12 giugno: il furgoncino si era allontanato senza soccorrere i due motociclisti che sono rimasti a terra feriti in modo serio. Il conducente si è presentato alla polizia locale.
Al via lo sciopero di Ryanair, Easyjet e Volotea insieme a Malta Air, e la società CrewLink che gravitano sempre nell’orbita del colosso irlandese. Per tutte le compagnie è stato indetto uno sciopero nazionale di 4 ore, dalle 10 alle 14.
Pallottole o pagnotte? Diventa di giorno in giorno più evidente che la guerra scatenata dalla Russia in Ucraina sta cambiando il mondo. E ancor più lo cambierà se dovesse durare a lungo, come molti prevedono e moltissimi temono. La rincorsa ad armare Kiev, nell’evidente preoccupazione che quanto fatto finora possa non bastare a bloccare l’iniziativa russa nel Donbass, fa cadere un tabù dopo l’alt…
Da quando è cominciata la guerra in Ucraina, Sergio Mattarella non ha mai peccato di ambiguità: ha scelto di stare dalla parte dell’aggredito, non ha nascosto il nome dell’aggressore «prepotente», cioè Vladimir Putin, ha spinto l’Italia perché facesse una scelta di campo chiara e convinta – atlantista ed europeista – e aiutasse gli ucraini in ogni modo, anche con le armi; nello stesso tempo ha co…
Cento giorni di guerra in Ucraina reclamano un ruolo di primo piano per la diplomazia, nonostante i ripetuti niet di Putin e la nuova ritorsione di Mosca contro l’Italia. Mentre il conflitto è entrato nella terza fase, fra guerra di logoramento e tentativo di sfondamento russo nel Donbass, il percorso negoziale abborda il secondo capitolo.
L’editoriale Se si esce dal dibattito inquinato da vecchie e nuove ideologie e si entra nella carne del conflitto russo-ucraino, dopo soli 100 giorni di combattimenti si scoprono numeri da brivido, effetto della brutalità con la quale l’esercito russo si muove sul terreno utilizzando l’artiglieria per radere al suolo ogni ostacolo che trova sulla sua strada, senza distinguere ad esempio tra…
Cento giorni e cinquanta interventi, uno ogni due giorni per l’aritmetica. Papa Francesco ha seguito una linea precisa sul conflitto in Ucraina, quella dettata da Papa Giovanni XXIII e cioè che la guerra è «aliena alla ragione», inconciliabile con la ragione umana.
Lo scadere dei cento giorni della guerra russa in Ucraina dovrebbe imporre a tutti un bagno di realismo, e a qualcuno un senso di vergogna. Per più di tre mesi ci siamo raccontati che l’esercito russo era guidato da un gruppo di sanguinari incompetenti, che quello ucraino passava di vittoria in vittoria, che le sanzioni (l’Europa ha appena licenziato il sesto «pacchetto») stavano annientando la R…