Nella testa dei killer di Parigi
Provo a mettermi nella testa di uno di quei giovani che armati di fucili d’assalto hanno ucciso quasi a sangue freddo tanti loro coetanei al Bataclan di Parigi. Non so se ci riuscirò, ma di sicuro so che se non riusciamo a immaginarci cosa possano aver pensato mentre sparavano ai ragazzi del teatro, mentre urlavano, come dice un testimone, «Allah Akbar», non riusciremo a capire nulla di quello ch…