L’impresa degli ospedali bergamaschi Guarite oltre seimila persone dal Covid
Ecco i numeri delle persone dimesse dopo aver combattuto il virus. I direttori sanitari: «In caso di eventuale seconda ondata saremo pronti».
Ecco i numeri delle persone dimesse dopo aver combattuto il virus. I direttori sanitari: «In caso di eventuale seconda ondata saremo pronti».
L’incidente è avvenuto verso le 18.20 di lunedì 29 giugno e sul posto è intervenuto l’elisoccorso.
Consegna agli ospedali di Alzano, Piario e Gazzaniga, degli oggetti realizzati da tanti volontari. «È il nostro modo per dire grazie per il vostro lavoro».
Nel libro del giornalista Massimo Tedeschi il racconto della pandemia a Bergamo e Brescia. Tentativo di fare ordine nel mare di informazioni: «La carta stampata è stata la mia sorgente principale».
«Un piano straordinario di rafforzamento dei posti letto di terapia intensiva, di sorveglianza sub intensiva e di degenza disegnerà la rete ospedaliera della Lombardia nell’era post Covid in linea con le disposizioni nazionali. Valore degli investimenti: 225 milioni di euro. L’obiettivo è quello di garantire risposte adeguate in caso di recrudescenza del virus senza compromettere l’operatività de…
Volontariato e crescita personale. Un binomio in grado di arricchire il percorso professionale di Daniele Maffei, 28 anni, da un paio d’anni fisioterapista della Bergamo Basket, team cittadino da tre stagioni sportive in A2.
Una commovente lettera arrivata al giornale di un malato di covid-19.
Sono il 15% le persone venute a contatto con il Coronavirus in Humanitas, senza sostanziali differenze fra operatori sanitari in prima linea nei reparti Covid e personale di staff in smartworking. È quanto emerge dal primo studio epidemiologico italiano di grandi dimensioni, condotto da Humanitas su 4mila professionisti delle strutture lombarde del Gruppo, basato su test sierologici e, in caso di…
A questo si aggiungono anche check point, percorsi dedicati per alcune tipologie di pazienti (donne gravide, pazienti pediatrici, pazienti oncologici), e procedure operative di accettazione e prericovero con una valutazione anamnestica e clinica per individuare i casi sospetti.
Humanitas Gavazzeni e Castelli al lavoro per tornare a rispondere ai bisogni del territorio, senza tralasciare l’impegno sul fronte Covid. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Sono stati i figli a prendersi cura dell’86enne. A guidarli Deborah, dopo il turno alla Rsa Don Orione. «Era grave, poi il calore umano ha fatto la differenza».
Dalla guardia medica al «Sacco» di Milano l’odissea di un pensionato di Telgate e la sua famiglia Ora sta bene. La moglie: «Grazie a chi ci è stato vicino».
È dura accettarlo, perché per me essere d’aiuto agli altri è più importante che aiutare me stesso». Herbert Zambelli è un infermiere di Humanitas Gavazzeni, 45 anni di Cornale di Pradalunga.
Il Servizio sanitario nazionale (Snn) è nato con la caratteristica dell’universalità che si basa sul diritto alla salute indipendentemente dalle caratteristiche dell’individuo: uomo o donna, vecchio o giovane, ricco o povero. Tuttavia, gli ideali non durano molto e già nel 1991 scattava la clausola del lavoro non esclusivo, cioè si permetteva ai medici di esercitare una parte del loro lavoro al d…
«Una ripresa attenta, sicura e graduale delle attività degli ospedali Lombardi, che devono rimanere pronti a fronteggiare qualsiasi nuova emergenza». È questo il contenuto di uno specifico provvedimento che la Giunta Regionale ha approvato giovedì 7 maggio in seduta straordinaria.
Si è conclusa la missione di aiuto dell’esercito russo che ha supportato l’Italia e Bergamo in primis nella lotta al Covid-19.
Il responsabile sanitario Valoti: «Emergenza posti letto cessata, ora monitoriamo la ripresa delle attività economiche: se i contagi non aumentano, smantelliamo». Ottantotto i pazienti accolti in un mese in Fiera, nessun decesso.
I giorni terribili di Fabio Cancelli, 53 anni, geometra di Castelli Calepio: il ricovero a Bergamo e poi il trasferimento a Rovereto in Terapia intensiva per complicanze da coronavirus. Oggi la festa dei vicini e dei famigliari per il rientro a casa.
La testimonianza Michele Passoni, 59 anni, è stato il primo paziente ricoverato in terapia intensiva il 27 febbraio «Intubato, poi l’Ecmo: ricordo gli incubi. Mi sono svegliato il 22 marzo. Il momento migliore? Toccare l’acqua»
Il medico è a capo della Chirurgia al Pesenti-Fenaroli: «Ora il virus sembra un po’ meno cattivo, ma guai a mollare in fretta».