Erdogan vince ancora in un Paese diviso in due
ESTERI. Recep Tayyip Erdogan ha di nuovo vinto e sarà presidente della Turchia per altri cinque anni. Il Paese anatolico è oggi diviso in due, polarizzato, come solo certe figure sono in grado di fare.
ESTERI. Recep Tayyip Erdogan ha di nuovo vinto e sarà presidente della Turchia per altri cinque anni. Il Paese anatolico è oggi diviso in due, polarizzato, come solo certe figure sono in grado di fare.
ESTERI. Innovazioni tecnologiche riuscite, controffensiva di Kiev in ritardo e diplomazia che non trova una strada per fermare la tragedia russo-ucraina. Ecco in breve una fotografia della situazione ad Est dopo le visite di Stato di Volodymyr Zelensky in Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna.
IL COMMENTO. I russi accusano i governanti ucraini di essere dei «nazisti»; Kiev risponde etichettando il potere del vicino come «fascista». In questi giorni Vladimir Putin ha collegato l’«Operazione militare speciale», lanciata il 24 febbraio 2022, all’ultimo grande conflitto planetario: il Cremlino - questa l’interpretazione data - starebbe scontrandosi ora contro «gli eredi» di Adolf Hitler.
ESTERI. Pessime notizie dall’Africa. In Sudan è scoppiata la guerra civile che potrebbe potenzialmente far deragliare l’intera area nord-orientale del continente con pesanti ripercussioni anche per l’Europa, e l’Italia in primis, dal punto di vista migratorio.
ESTERI. Il tempo passa per tutti, anche per quelle personalità che sembrano invincibili e intramontabili. Alla soglia della settantina e in cattivo stato di salute, Recep Tayyip Erdogan sta affrontando la partita decisiva della sua carriera politica.
ESTERI. L’ordine è stato improvviso e a sorpresa. Alle 2,30 del mattino di Mosca di venerdì scorso la Flotta del Pacifico è stata messa in stato di massima allerta. Ci mancavano anche i russi.
MONDO. «Secolo cinese», «Terza guerra mondiale», «mondo multipolare». Le pagine dei quotidiani si sono riempite di articoli di geopolitici di fama, novelli dilettanti e subdoli propagandisti, gettando l’opinione pubblica nella piena confusione.
ESTERI. Sorpresa. In Finlandia neanche una popolarissima premier è riuscita ad evitare la sconfitta dei socialdemocratici. A questo punto, dopo la vittoria delle forze di ultradestra in Svezia nell’autunno scorso, la domanda è se il tanto rinomato «modello di Stato sociale» scandinavo sia oggi al capolinea nell’epoca della globalizzazione.
Mondo. La mediazione cinese ai massimi livelli è ormai ai blocchi di partenza, anche se, obiettivamente, non sono molte le possibilità di riuscita. Ma ci si proverà lo stesso a fermare la tragedia ucraina soprattutto perché i pericoli di allargare il conflitto stanno aumentando sensibilmente.
Esteri. Mario Draghi possibile guida dell’Alleanza atlantica dal prossimo autunno; colloqui e dibattiti per l’allargamento al Baltico settentrionale della stessa organizzazione; feroci combattimenti in Donbass, dove la cittadina di Bakhmut è stata quasi completamente circondata dai russi e starebbe per cadere nelle mani di Mosca, che, nel frattempo, utilizza l’Ucraina per testare nuove armi.
Esteri. Mentre non si attenuano ancora gli echi suscitati dalla Conferenza sulla sicurezza appena terminata a Monaco di Baviera, inizia oggi una settimana piena di appuntamenti internazionali significativi. Domani parlerà Vladimir Putin; dopo poche ore gli risponderà dalla Polonia Joe Biden.
Esteri. Non appena il pallone-spia cinese ha sorvolato una «zona sicura», l’ordine del presidente americano Biden è stato subito eseguito: il misterioso marchingegno «meteorologico» è stato così abbattuto. Diversamente non poteva succedere. La sfida di Pechino era troppo grande per non essere colta.