Lega, a Pontida è il giorno del raduno «Non siamo poltronai, ma gente di valori»
In migliaia sul tradizionale pratone di Pontida, ci sono anche bandiere tricolori tra cori sovranisti. Salvini è arrivato verso le 10. Alcuni passi del suo comizio.
In migliaia sul tradizionale pratone di Pontida, ci sono anche bandiere tricolori tra cori sovranisti. Salvini è arrivato verso le 10. Alcuni passi del suo comizio.
A Giuseppe Conte non manca sicuramente l’abilità dialettica ma certo oggi dovrà fare un ricorso straordinario alle sue doti pronunciando il discorso programmatico del nuovo governo di fronte alla Camera cui chiederà la fiducia. Sì, perché Conte è nello stesso tempo l’uomo che rappresenta il recente passato da cancellare e il futuro da inventare: è sempre lui al timone, sia del governo color giall…
Philip Lee, deputato conservatore ma contrario alla Brexit, ha provocato un gran clamore decidendo di passare tra i Liberaldemocratici e così privando Boris Johnson dell’unico seggio che gli desse la maggioranza in Parlamento. Ma non ha cambiato in maniera sostanziale la situazione, tuttora appesa alla determinazione del premier (che governa in nome della coalizione tra Partito conservatore e Dup…
L’ultimo atto che apre le porte al governo Conte bis nasce da un’eresia istituzionale: la consultazione sulla piattaforma Rousseau. Il consenso della base pentastellata al nuovo esecutivo e la partecipazione appaiono buoni per i parametri riduttivi dei Cinquestelle: 79,3% di «sì», circa 80 mila voti sugli oltre 100 mila iscritti alla piattaforma, mentre gli elettori sono stati 11 milioni. I toni …
Il cambiamento di maggioranza è stato tanto rapido, sconvolgente, imprevisto che è diventato il caso del momento. Sembrava fossimo alla vigilia dell’«era salviniana» e ci ritroviamo con il Capitano leghista messo in un angolo da una maggioranza giallo-rossa intenzionata a durare fino al termine naturale della legislatura. Dopo esserci chiesti come tutto ciò sia potuto accadere, è venuto il tempo …
Nell’hinterland la Lega è stata battuta proprio grazie all’inedito tandem Pd-5 Stelle. Il «regista» Bresciani: «Lungimiranti». Ma i partiti: «Scelta territoriale, non c’è accordo politico».
Uscite «bipartisan», lasciano 5 consiglieri. La maggioranza non ha più possibili sostituti. E all’orizzonte si profila l’arrivo del commissario nell’unico comune bergamasco amministrato dai M5S.
Non sono bastate 4 ore di vertice lunedì sera per raggiungere un accordo di governo tra M5s e Pd, che torneranno a incontrarsi martedì mattina.
Esiste o non esiste il «doppio forno» dei grillini? Si fanno o non si fanno, a casa Di Maio, delle trattative in parallelo coi democratici e con i leghisti? Qualunque sia la risposta, Giuseppe Conte ha fatto la sua scelta e ha detto un «no» netto, senza appelli, alla Lega di Matteo Salvini. Dunque il presidente del Consiglio dimissionario si è messo a disposizione di una sola ipotesi di governo, …
Come ogni trattativa che si rispetti, anche quella avviata tra grillini e democratici ha i suoi alti e bassi. Tanto da far scendere e salire più volte nello stesso pomeriggio le quotazioni di un loro possibile accordo di governo da presentare martedì al capo dello Stato. Voci interessate continuano a dire che «l’accordo è chiuso». Altre invece si fanno sentire per dilatare perplessità, sospetti e…
Sergio Mattarella concede del tempo a democratici e grillini perché verifichino se possono alla fine mettersi d’accordo e formare un nuovo governo. Dà poco tempo, in realtà: dopo il prossimo giro di consultazioni che comincia martedì il Capo dello Stato, se non gli arrivano decisioni chiare per un governo che abbia una maggioranza in Parlamento e si proponga di durare per la legislatura, è pronto…
Questa crisi di governo si segnalerà come straordinariamente confusa e contraddittoria: il livello di tatticismo che hanno raggiunto i vari protagonisti, di maggioranza e di opposizione nessuno escluso, vanno molto al di là del ragionevole. E tuttavia qualche elemento politico di sostanza si riesce a vedere pur in mezzo alla nebbia della propaganda. La sostanza è che ieri Pd, M5S e Leu hanno vota…
Deciso il calendario della crisi. Non passa la proposta leghista di anticipare a l 14 agosto la sfiducia al premier Giuseppe Conte, che invece sarà in Aula il 20. Ma è stata bagarre in Senato. Il ministro dell’Interno Salvini attacca Renzi e «apre» ai Cinque Stelle sulla riforma, ma arriva il No di Forza Italia alla lista unica con la Lega.
Tutti contro Matteo Salvini? Calma. Prima se ne discute. E all’occorrenza si litiga. Anzi, volendo ci si può anche spaccare in due. E se proprio non si risolve, ognuno per la sua strada. Il primo effetto della crisi di governo non sono le elezioni anticipate d’autunno ma la divisione del Partito democratico. Al solito, verrebbe da dire. Nella «guerra dell’agenda politica» che si combatterà oggi i…
In qualsiasi modo si risolva la crisi, che resti in carica il governo Conte o se ne insedi uno nuovo, «di scopo» o «di garanzia elettorale», che Salvini riesca ad ottenere la convocazione delle urne in tempi ravvicinati o che invece Grillo riesca a scongiurare la fine della legislatura salvando così il Paese da «psiconani, ballerine e ministri propaganda» (fino a ieri suoi alleati), è venuto per …
Un caos così surreale, in agosto, non ha precedenti. Incertezza e stabile instabilità hanno fatto da sfondo ad una crisi di governo con vista sull’ignoto. Uno, due o tre esecutivi a seconda delle circostanze, come abbiamo visto. Una strettoia con poche soluzioni di sopravvivenza e da percorrere al buio. Il punto di svolta è la richiesta di Salvini di andare al voto, mai così esplicita, avanzata d…
Il vice premier leghista teme un «inciucio» fra Pd e Movimento Cinque Stelle. I pentastellati gli rispondono dandogli del traditore. Zingaretti: «Il populismo al governo ha fallito, per questo la sfida delle elezioni non è persa. Ci saranno due alternative: la Lega o il Pd». Il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha convocato i capigruppo per lunedì 12 agosto, per stabilire la data del v…
Ormai non si contano più i fronti aperti nella maggioranza tra Lega e Cinque Stelle. La riforma della Giustizia del grillino Bonafede è solo l’ultimo episodio: dopo il Consiglio dei ministri-fiume che non ha sciolto i nodi della contrapposizione (separazione delle carriere, prescrizione, intercettazioni, ecc.) si può affermare con ragionevole certezza che il testo varato l’altra notte da Palazzo …
Il governo e la maggioranza hanno affrontato ieri l’ennesima prova «risolutiva», una di quelle che possono mettere a rischio la sua esistenza precaria e, in fondo, già segnata. E la prova riguarda la riforma della giustizia messa a punto dal Guardasigilli Bonafede, grillino fedelissimo di Di Maio e sponsor di Giuseppe Conte quando era uno sconosciuto professore di Diritto. Bene, per Di Maio la ri…
La maggioranza si è mostrata ieri in Senato più debole che mai. Il presidente del Consiglio è andato in aula per dire poche cose, peraltro già note e pubblicate sui giornali, sulla vicenda dei presunti fondi russi alla Lega. L’unico punto implicitamente polemico è stato quando ha ammesso che da Salvini non ha avuto alcuna notizia su tutta la faccenda. Per il resto, doverose ma scontate rassicuraz…