L’elezione del premier, la riforma e l’inganno
ITALIA. La maggioranza di Governo, per bocca dei propri leader, trova una bozza di accordo su una riforma costituzionale che prevede l’elezione diretta del presidente del Consiglio.
ITALIA. La maggioranza di Governo, per bocca dei propri leader, trova una bozza di accordo su una riforma costituzionale che prevede l’elezione diretta del presidente del Consiglio.
IL COMMENTO. Riaffiora il tema delle riforme costituzionali con le indiscrezioni sulla bozza Casellati che dovrebbe rappresentare la posizione del Governo all’avvio del processo. Non entro troppo nel merito delle soluzioni puntuali, su cui sembra esservi una qualche dialettica critica anche nel Governo e che pertanto potranno essere modificate. La direzione di fondo è però chiara.
Il 14 giugno si aprirà a Nembro la quarta edizione del «Festival delle rinascite», la rassegna culturale che quest’anno ospiterà cinque incontri tutti incentrati sul tema dei contrasti. Gli ospiti della prima serata saranno Nando Pagnoncelli e Tito Boeri
POLITICA. È stato solo grazie all’alluvione in Emilia Romagna e alle concitate telefonate con l’Italia che l’hanno impegnata mentre si recava al G7 di Hiroshima, che Giorgia Meloni è riuscita ad arginare l’arrabbiatura di Matteo Salvini e della Lega per la discrepanza che si va sempre più manifestando tra i partiti della coalizione sulle riforme costituzionali.
ATTUALITÀ. I precedenti non sono incoraggianti. Sono ormai quarant’anni che da varie parti si è tentato di modificare l’impianto istituzionale della nostra Costituzione e alla fine non solo non si è cavato un ragno dal buco, ma chi si è avventurato su questa strada s’è fatto solo male.
POLITICA. La «grande riforma» ritorna nello scenario politico con l’annuncio della premier Meloni di voler mettere mano a una modifica della forma di governo in senso presidenziale. Non esistono, al momento, proposte specifiche che permettano valutazioni di merito.
POLITICA. Rispuntano le riforme istituzionali. Ricomincia il tormentone della politica italiana che va avanti dal 1982 (Commissione Bozzi) senza mai arrivare ad un risultato che non sia qualche infelice rattoppo della Costituzione (la riforma del Titolo V, fonte di confusione e infiniti conflitti tra Stato e Regioni).
ITALIA. Nelle celebrazioni del 25 Aprile contano soprattutto tre aspetti: le parole, i gesti, la scelta dei luoghi. Il trittico virtuoso s’è compiuto con l’intervento di Mattarella a Cuneo, epicentro della Resistenza, nella terra dei 12mila partigiani e delle 34 Medaglie d’oro al valor militare.
POLITICA. «L’antifascismo non è in Costituzione», spiega a un giornalista alla buvette di Palazzo Madama il presidente del Senato Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato, di professione avvocato.
(ANSA) - ROMA, 12 GEN - L'86% degli italiani non sa della riforma costituzionale del 2022, che ha modificato gli articoli 9 e 41 della Costituzione, inserendo la tutela della biodiversità e degli ecosistemi all'interno dei suoi principi generali. Lo …
Ora che sta per iniziare il percorso costituzionale che porterà al nuovo governo, il primo punto che pare acquisito è il passaggio delle consegne ordinato. Draghi ha accelerato sulle cose che ancora restavano da fare e lascia in eredità un Pnrr dal cronoprogramma rispettato, come è stato confermato anche dai vertici europei. Oltre ad un tocco di bon ton istituzionale verso Giorgia Meloni, quando …
Partigiani Inaugurato il percorso che ricorda lo scontro del 31 agosto 1944. Magistrati (Anpi): riaffermiamo il ruolo di guardiani della Costituzione.
È arrivata la convocazione, da parte del presidente della Camera dei deputati, del Parlamento in seduta comune, integrato dai delegati regionali, per l’elezione a scrutinio segreto del nuovo presidente della Repubblica. Non ho rivelazioni da insider, né previsioni; solo riflessioni a partire dalla Costituzione e dal contesto politico. Anzitutto: benissimo ha fatto Mattarella a declinare inopportu…
Grazie alla possibilità della sottoscrizione telematica, prende corpo una stagione della democrazia che prevede, presumibilmente come non episodici, inserti di democrazia cosiddetta diretta, mediante i referendum previsti dalla Costituzione. Contestualmente, è ripartita, da destra e da sinistra, la critica a questo strumento, accompagnata dalla proposta di renderne più difficile l’attivazione (el…
Ogni legislatore ha il dovere di generare prodotti normativi che garantiscano la chiarezza del comando giuridico il quale deve risultare omogeneo ai principii dell’ordinamento e rispettoso dei relativi valori costituzionali. A tali canoni non si adegua il ddl Zan, e non a caso i resoconti parlamentari informano della proposizione di oltre 700 emendamenti. Al di là delle scelte politiche, quel che…
Dunque alle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento gli elettori del Senato dovranno avere la stessa età minima di quelli della Camera, che è di 18 anni, non più 24 come stava scritto nella nostra Carta. Gli effetti di questa modifica - di cui l’opinione pubblica italiana si è interessata poco o punto, emersa dalla nebbia parlamentare all’improvviso, mentre gli italiani erano impegnati in…
Una festa della Repubblica tutta dedicata ai giovani: è quella che si è celebrata ieri sera a Entratico, con un ospite d'eccezione.
Nel suo intervento alle Camere per la presentazione del programma di governo, Mario Draghi ha tra l’altro affermato che gli investimenti che scaturiranno dal «Piano nazionale di ripresa e resilienza» non garantiranno un innalzamento duraturo del ritmo di crescita se non saranno accompagnati da riforme che sciolgano i nodi che frenano lo sviluppo e gli investimenti privati. Ha, poi, fatto esplicit…
La difficoltà di frenare l’espandersi della pandemia sta aggrovigliando sempre di più il rapporto tra Stato, regioni ed enti locali. Gli ondeggiamenti nelle decisioni, le prese di distanza tra governo e presidenti delle regioni, le polemiche politiche tra le forze politiche e persino al loro interno, sono sintomi di un sistema al capolinea. Soltanto modifiche profonde nell’intelaiatura istituzion…
Più un rompicapo che un referendum, e chi lo dice può avere ragione: coincide con il voto tutto politico alla massima potenza in 7 Regioni, che distorce il senso del quesito costituzionale, nel quadro di un trasversalismo fra partiti e nei partiti che prende dentro tutto, equilibri nel governo e nell’opposizione. Già la materia è ostica e non smuove emozioni. Niente di paragonabile al referendum …