Zapata ancora a Siviglia per le cure Gasperini: «C’è disparità di diagnosi»
L’allenatore dell’Atalanta alla vigilia del match casalingo con il Verona. Sull’attaccante colombiano: «Tutti eravamo certi che tornasse, non posso fare previsioni».
L’allenatore dell’Atalanta alla vigilia del match casalingo con il Verona. Sull’attaccante colombiano: «Tutti eravamo certi che tornasse, non posso fare previsioni».
Cresce la preoccupazione tra i cittadini di Villongo dopo i due casi di sepsi in paese. Il comunicato del sindaco Maria Ori Belometti: «Sono in contatto due volte al giorno con l’Ufficio di sanità pubblica che monitora costantemente la situazione».
La giovane, una studentessa, si trova al «Papa Giovanni». Le sue condizioni non sono gravi. Per ora non c’è alcun elemento che faccia pensare a un possibile collegamento con Veronica Cadei, la diciannovenne del paese morta martedì a Brescia.
Lo ha dichiarato il direttore generale degli «Spedali Civili» di Brescia: «Un’infezione generalizzata fulminante non prevedibile. Il liquor era pulito e le meningi intatte». Il magistrato ha già firmato il nullaosta per la restituzione della salma alla famiglia. Lunedì 9 dicembre il funerale a Villongo.
La signora, 44 anni, è finita sull’asfalto e insieme a lei il figlioletto di 6 anni. L’incidente in viale Giulio Cesare.
L’uomo trovato da un vicino. Inutili i soccorsi. Giovedì 5 dicembre i funerali nella chiesa parrocchiale di Almenno San Salvatore.
«Mia moglie Mariana continuava a ripetere: “Ho un dolore forte, forte al petto e al braccio sinistro e mi viene da vomitare”. Ma non le hanno creduto. L’hanno dimessa dopo una flebo di calmante, siamo tornati a casa e si è sentita male. Ha avuto un infarto».
Uno struggente messaggio in Facebook della mamma di Veronica Cadei,di Villongo, morta di meningite a soli 19 anni.
Intervista al direttore de «L’Eco» che da molti anni si interessa dei temi riguardanti la salute. «Anche in medicina, internet può essere utile solo se si hanno le chiavi giuste per capire».
Il bar paninoteca Mirò di Sarnico, in cui lavorava saltuariamente Veronica Cadei, lancia un appello social alla clientela abituale che può aver incrociato la giovane morta di meningite.
Era già partito il 26 novembre. L’attaccante dell’Atalanta fermo ormai dal 12 ottobre.
Una donna di 42 anni è ricoverata in fin di vita all’ospedale di Chiari, nel Bresciano, dopo aver accusato un arresto cardiaco lo scorso 20 novembre. Ricoverata prima all’ospedale di Romano era stata dimessa perché ritenuta non grave.
Il post su Facebook di una ragazza che ha vissuto sei anni in Pediatria: un lungo messaggio per incoraggiare a partecipare all’iniziativa solidale di Bergamo InCentro.
Delitto Del Gaudio: il 70enne accusato di aver maltrattato e ucciso la moglie. Il pm: sua la traccia genetica sul taglierino. Ma ci sono altri due profili ignoti.
Il dramma in poche ore per la studentessa 19enne. «Era un tesoro, gentile ed educata. Siamo disorientati».
«Non c’è nessun allarme – assicura l’assessore regionale al Welfare –: la meningite non viene trasmessa per semplice contatto diretto o tramite la presenza nella stessa stanza».
La tragedia nella prima mattinata di martedì 3 dicembre: la ragazza ha iniziato a sentirsi male nel pomeriggio di ieri in università a Brescia.
Salvatore Alberto era alla «Carvico spa» quando si è sentito male. Soccorso, è spirato in ospedale.
L’uomo, 36 anni, è in condizioni stabili ma molto serie. L’allarme era stato lanciato da una donna per un altro infortunato, scivolato per il ghiaccio lungo un sentiero a Brumano.
Dal 1989 l’associazione in prima linea con «Casa San Michele», in Città Alta, e «Casa Raphael», fra Bergamo e Torre Boldone. Due pagine di approfondimento su «L’Eco di Bergamo» di domenica 1 dicembre.