Mapelli, c’è la sua toga nel feretro La scorta: «Per noi come un padre»
Alle 15.30 i funerali del procuratore Mapelli. Grande commozione degli uomini della sua scorta. Nel feretro la sua toga.
Alle 15.30 i funerali del procuratore Mapelli. Grande commozione degli uomini della sua scorta. Nel feretro la sua toga.
Danno all’Erario per 56 milioni: sequestro preventivo della Guardia di Finanza nei confronti di 8 persone.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo, coadiuvati dai militari dei comandi provinciali di Brescia, Palermo, e Lucca hanno dato esecuzione alla fase operativa dell’indagine denominata «Blackmail».
La banda del Ragno fa paura, le presunte vittime di estorsione e usura sono restìe a parlare e quando lo fanno è per scagionare. Ed è chiaro che in questa situazione «non c’è altra possibilità di ricostruzione».
Il Tribunale di Bergamo ha accolto la richiesta dell’accusa, in capo ai pm Gianluigi Dettori e Maria Cristina Rota: l’ex ministro Cécile Kyenge potrà testimoniare nel processo a carico del senatore Roberto Calderoli.
Un unico filone legherebbe i due attentati nel giardino della villa di Gianfranco Gamba a Gazzaniga, quello del 21 gennaio e quello del 27 maggio, e l’incendio al suo chalet sul monte Bue a Cene del 7 novembre scorso.
Il pm Maria Cristina Rota ha chiesto l’archiviazione per lo scrittore Roberto Saviano, accusato di diffamazione per alcuni passaggi del suo ultimo libro «Zero zero zero» riguardanti Pasquale Claudio Locatelli, i figli Massimiliano e Patrizio e l’azienda Lopav di Ponte San Pietro.
Montagne di faldoni d’indagine, almeno sessanta persone torchiate, periti al lavoro per ricostruire vorticosi movimenti di denaro... ma alla fine tutto si riduce a una domanda relativamente semplice: dove sono i soldi?
L’Impresa Pandini, storica realtà dell’edilizia bergamasca al centro oggi di una vicenda giudiziaria che vede contrapposti i fratelli soci, ha depositato ieri mattina in Tribunale la domanda di omologa del piano di ristrutturazione dei debiti.
Svolta nell’inchiesta che vede indagato l’ex direttore della filiale Private della Intesa Sanpaolo di Fiorano (ed ex sindaco di Valbondione) Benvenuto Morandi: da appropriazione indebita si è passati a contestazioni più pesanti, quali il furto e la truffa.
«Una proposta irricevibile, l’ho rifiutata». Parole di Luigi Baleri, uno dei clienti che ha denunciato l’ex direttore della filiale Private della Intesa Sanpaolo di Fiorano al Serio Benvenuto Morandi, riscontrando presunti ammanchi sul suo conto corrente.
L’inchiesta sul presunto buco milionario lasciato alla Intesa Sanpaolo di Fiorano dall’ex direttore (ed ex sindaco di Valbondione) Benvenuto Morandi si arricchisce di due nuovi nomi iscritti nel registro degli indagati.
È una bomba a mano che proviene dalla ex Jugoslavia quella scoppiata nella proprietà di Gianfranco Gamba, l’imprenditore di Gazzaniga principale accusatore dell’ex direttore di banca ed ex sindaco di Valbondione, Benvenuto Morandi.
L’imprenditore Gianfranco Gamba è vittima e non reo. Questo in sintesi quando riferito alla stampa da pm Maria Cristina Rota e dal Procuratore capo Francesco Dettori. Per Gamba non vi è inoltre alcun procedimento aperto a suo carico.
Non una bomba carta, non una molotov o un ordigno artigianale. Ad esplodere nel cortile della villa di Gianfranco Gamba, a Gazzaniga, è stata una vera bomba a mano, di fabbricazione estera. È il dettaglio inquietante, che trapela dagli inquirenti.
Non c’è pace per Gianfranco Gamba, l’imprenditore di Gazzaniga coinvolto nel caso dell’ex bancario-sindaco Benvenuto Morandi. Un ordigno è stato fatto esplodere nella sua villa di Gazzaniga, nella serata di martedì scorso.
Al telefono parlava con perfetto accento siciliano, fingendosi un mafioso: «Se non paghi ti sparo», «Se non mi dai 300 mila euro ti mando due picciotti che ammazzano te e la tua famiglia». Invece era un 39enne di Clusone, denunciato.
Non si tralascia nulla, tantomeno la stampa. Gli inquirenti che indagano sul caso dei presunti ammanchi al Private di Intesa Sanpaolo di Fiorano gestito fino al 1° luglio scorso da Benvenuto Morandi hanno sentito in anche un giornalista.
Caro gip, ti scrivo. Lo ha fatto Pasquale Claudio Locatelli, 61 anni, di Almenno San Bartolomeo, conosciuto anche come «Mario di Madrid» uno dei più grossi narcotrafficanti nel panorama internazionale, in grado di movimentare tonnellate di hashish e cocaina.
Il nuovo rivolo dell’inchiesta per appropriazione indebita che vede indagato il sindaco di Valbondione ed ex direttore della filiale Private di Intesa San Paolo a Fiorano, Benvenuto Morandi, finisce dritto in via San Bernardino, a Lizzola, nei 28 box - ma nello specifico 9 - realizzati dal Comune.