Caso Yara, rivelò frasi di Bossetti Busatta accusato di rapine in serie
L’uomo, compagno di cella di Bossetti, era già stato arrestato a fine maggio per evasione dai domiciliari.
L’uomo, compagno di cella di Bossetti, era già stato arrestato a fine maggio per evasione dai domiciliari.
Respinta anche la richiesta di arresti domiciliari con braccialetto, avanzata in subordine dai legali del carpentiere di Mapello.
Udienza in Cassazione a Roma sull’istanza di scarcerazione di Massimo Bossetti, il muratore di Mapello in cella per l’omicidio di Yara. Il sostituto procuratore generale Giuseppe Corasaniti dice no. Il verdetto dei giudici è atteso nella mattinata di mercoledì 8 luglio.
«Dopo oltre un anno di carcere, non c’è più ragione che Massimo rimanga in cella, in attesa di giudizio: eventuali esigenze cautelari (in cui ovviamente non crediamo: per noi dovrebbe tornare in libertà) possono comunque essere garantite anche con il nostro assistito agli arresti domiciliari, magari con il braccialetto elettronico».
La prima udienza del processo a Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio si è chiusa velocemente. Sono bastate un paio d’ore di tecnicismi per rinviare il processo al 17 luglio. La partita a scacchi in tribunale è iniziata con la mossa delle prime cinque pedine da parte della difesa: eccezioni, tra le quali l’incongruenza sul luogo dell’omicidio e il test dell’alcol organizzato a sorpre…
Come in una partita a scacchi, accusa e difesa hanno cominciato muovendo le pedine. Chi si aspettava torri, cavalli e alfieri è rimasto deluso: dovrà attendere.
I giudici della Corte d’Assise di Bergamo decideranno il prossimo 17 luglio sulle eccezioni preliminari sollevate dalla difesa di Massimo Bossetti a cui si è opposta la Procura.
Una carrellata di immagini di questo primo giorno di processo.
Ci siamo, alle 8.30 il Tribunale di Bergamo ha aperto le sue porte e alle 9.21ha avuto inizio il processo che vede imputato per l’omicidio di Yara Gambirasio Massimo Bossetti. L’arrivo del carpentiere di Mapello è avvenuto alle 8.48, da via Garibaldi, mentre il suo avvocato, Claudio Salvagni, è giunto alle 8.35.
Il pm Letizia Ruggeri punta sulla prova principe: il profilo genetico del muratore corrisponde con Ignoto 1.
Tutti i numeri del caso Yara, dalla scomparsa della ragazza al ritrovamento del corpo, fino all’arresto di Massimo Bossetti e all’avvio del processo. In mezzo una complessa e lunga inchiesta.
Un elenco interminabile. Sono 711 i testimoni che la difesa di Massimo Bossetti vorrebbe citare in vista del processo che inizierà venerdì 3 luglio.
L’isola di Capri, località per antonomasia simbolo delle vacanze e della mondanità, sarà palcoscenico inconsueto di un «controprocesso» alla vigilia dell’inizio del processo che vedrà alla sbarra Massimo Bossetti.
A meno di una settimana dall’inizio del processo nei confronti di Massimo Bossetti (fissato per il 3 luglio) la trasmissione di Canale 5 «Segreti e delitti» è tornata venerdì sera sul caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, scomparsa a Brembate Sopra la sera del 26 novembre 2010 e ritrovata senza vita tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola.
«Massi era sorvegliato già due mesi prima che fosse arrestato. Di notte e di giorno. Attorno a casa, nei campi sul retro della palazzina o all’imbocco della strada che dalla Provinciale porta nel nostro cortile c’erano spesso due persone che chiacchieravano o fumavano…». Lo dice Marita Comi, la moglie dell’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, in un’intervista al settimanale Oggi, in ed…
È composta per ora da circa 400 testi la lista che, in vista del dibattimento che inizierà il 3 luglio, stanno preparando i difensori di Massimo Bossetti, in carcere da oltre un anno per l’omicidio della tredicenne Yara Gabirasio, scomparsa dalla palestra di Brembate di Sopra (Bergamo) il 26 novembre del 2010 e trovata uccisa tre mesi dopo.
Massimo Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio, ha trascorso una notte fuori dal carcere. Nel massimo segreto, lo scorso 1° giugno alle 7 del mattino il muratore di Mapello è stato trasportato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per essere sottoposto a un intervento chirurgico per un’ernia inguinale.
È evaso dai domiciliari ed è stato nuovamente arrestato Loredano Busatta, il detenuto che svelò le dichiarazioni che gli sarebbero state riferite in cella a Bergamo da Massimo Bossetti in merito alla morte di Yara Gambirasio.
Mentre si avvicina la data del processo (il 3 luglio) in cui dovrà rispondere dell’omicidio di Yara Gambirasio, Massimo Bossetti dal carcere scrive una lettera di ringraziamento e di incoraggiamento ai suoi avvocati, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, e a tutto il pool difensivo.