I pellegrini a Roma e l’incontro con il Papa
L’incontro con il Papa dopo il lungo pellegrinaggio che da Assisi ha portato i giovani bergamaschi a Roma con il vescovo Beschi.
L’incontro con il Papa dopo il lungo pellegrinaggio che da Assisi ha portato i giovani bergamaschi a Roma con il vescovo Beschi.
Papa Francesco arriva, contro ogni speranza dopo il lungo messaggio dedicato ai pellegrini bergamaschi all’Angelus, al termine della Messa conclusiva in San Pietro. Lo accoglie il lunghissimo applauso dei seicento bergamaschi che sono scattati in piedi.
«Siete bravi voi bergamaschi»: con queste parole pronunciate durante il tradizionale Angelus domenicale, Papa Francesco ha salutato i 600 pellegrini bergamaschi che sono arrivati in piazza San Pietro a piedi da Assisi insieme al vescovo di Francesco Beschi.
Oggi, sabato 23 agosto, il pellegrinaggio dei giovani arriva a Roma, diritto in San Pietro da Formello, ultima tappa prima della capitale. I seicento ci sono arrivati ieri pomeriggio, dopo una giornata di cammino aperta dalla Messa mattutina al campo prima di lasciare Nepi.
Una berlina nera corre giù a rotta di collo da Groppino verso Bergamo. Una strada che è una tortuosa lingua di asfalto e sterrato fra paesini della Val Seriana fino al capoluogo. A bordo dell’auto, un vescovo e il suo segretario, mons. Giacomo Maria Radini Tedeschi e don Angelo Roncalli.
Il vescovo a metà del pellegrinaggio Assisi-Roma parla delle giovani generazioni: «Per parlare con loro bisogna fare insieme a loro. Se danno fiducia non bisogna prenderli in giro».
«Habemus Papam», la mostra itinerante dello scultore bergamasco Luigi Oldani fa tappa dal 14 al 20 agosto a Capalbio, in provincia di Grosseto, località di villeggiatura particolarmente rinomata. In mostra i bassorilievi dei Papi del Concilio e post Concilio.
«Un vescovo padre, pastore, fedele custode del gregge affidatogli, ricco di dottrina e insegnamenti. Come angelo della diocesi, ha molto amato la Chiesa di Bergamo, che considerava la sua famiglia». Sono alcune linee del ritratto del vescovo Giulio Oggioni.
«Vanessa e Greta sono due ragazze che, con una limpidità di cuore, si sono inoltrate in un’esperienza veramente molto difficile. E adesso stanno pagando in maniera molto severa questa loro generosità». Il vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, invita a pregare per la loro liberazione.
Il Papa Giovanni dovrebbe essere l’unico ospedale «di secondo livello» nella Bergamasca, mentre il Bolognini di Seriate e l’ospedale di Treviglio risulterebbero di «primo livello» e tutti gli altri presidi verrebbero classificati come «presidi di base».
«È l’ora di fermarsi! Fermatevi, per favore!». Papa Francesco disarmato di parole guarda negli occhi dalla sua finestra di piazza San Pietro chi oggi continua a combattersi in Medioriente, in Iraq, in Ucraina. Chiede di tener conto delle «lezioni della storia».
Sara celebrata domenica 27 luglio, alle 10.30, la prima Messa nella chiesa dedicata a Papa Giovanni XXIII nel nuovo ospedale di Bergamo. Alle 17, invece, la Messa vespertina. Nei giorni feriali la Messa sarà celebrata alle 7.30 e alle 17.
Un foglio ingiallito dal tempo e la fotografia di un soldato in uniforme. Hanno attirato subito l’attenzione quando sono comparsi su Storylab.it, il portale lanciato per raccontare la storia della nostra provincia attraverso le immagini del passato.
Il primo studio di genere mai fatto al mondo su infarto, cause e risposte alle terapie: si chiama «Octavia », promosso dalla società italiana di Cardiologia invasiva-Gise e «l’investigatore principale» dello studio è Giulio Guagliumi, cardiologo interventista dell’ospedale Papa Giovanni XXIII.
A Bossico la diocesi di Bergamo e la diocesi di Brescia aprono una nuova via di collaborazione e di fraternità. La comunità parrocchiale di Bossico, appartenente alla diocesi di Brescia, viene affidata alla cura pastorale dei sacerdoti di Sovere.
Papa Roncalli: emigrazione e immigrazione. Di questo si parlerà nell’interessante appuntamento dal titolo «San Giovanni XXIII: l’uomo dell’incontro» promosso dalla Fondazione Papa Giovanni XXIII e dall’Ente Bergamaschi nel mondo sabato 19 luglio in via Arena a Bergamo.
Cinque parroci, un amministratore parrocchiale, due vicari interparrocchiali, due vicari parrocchiali, sei collaboratori parrocchiali e le destinazioni dei sacerdoti novelli. Sono le designazioni effettuate dal vescovo Francesco Beschi e comunicate dalla Cancelleria vescovile.
L’Atlantico di Finisterre che si apre davanti ai pellegrini, blu fino all’orizzonte (insieme assaggio e figura dell’infinito, dice il vescovo Beschi), è per i trecento bergamaschi il sigillo perfetto della giornata passata a Santiago di Compostela.
Perché un vescovo va in pellegrinaggio? «Per convertirsi» risponde di getto il vescovo Francesco Beschi. Poi sorride e, all’ombra di un ulivo, e spiega. Il vento corre alto nel cielo di Fatima