«Non è stata una battuta d’arresto» Gasperini: «Campionato ancora lungo»
Il tecnico ribadisce che un punto a Ferrara di questi tempi è difficile per tutti e si proietta in avanti «tre prossime gare, fare un filotto sarebbe importante»
Il tecnico ribadisce che un punto a Ferrara di questi tempi è difficile per tutti e si proietta in avanti «tre prossime gare, fare un filotto sarebbe importante»
Dopo il grande successo della passata stagione, complice anche la cavalcata europea dell’Atalanta, torna il «pagellone» dei lettori.
I nerazzurri a tratti in difficoltà con la Spal riescono a evitare la sconfitta al 33’ del secondo tempo con un rigore di de Roon provocato da un atterramento di Gomez in area.
Il commento della partita dalle 17 alle 21 di sabato 7 aprile con molti ospiti in studio e collegamenti dallo stadio.
Li abbiamo visti in versione ballerini, pseudo cuochi e ora perfino cartoni animati. Andrea Petagna e il Papu Gomez stavolta diventano due personaggi dei Simpson intenti a ballare la Papu Dance.
È la grande chance per dimostrare che la sconfitta con la Samp è stata solo un incidente di percorso. Anticipo ricco di fascino a Ferrara alle 18, dove l’Atalanta va a far visita alla Spal dopo l’ultimo precedente che ha ormai più di 20 anni in Coppa Italia: era l’agosto del 1996, i ferraresi vinsero 2-1 , a nulla servì il gol di Pippo Inzaghi, in panchina, guarda caso, Emiliano Mondonico.
Andrea Petagna, prototipo di centravanti atipico. Segna poco, rende tanto e l’Atalanta se ne accorge constatando che le vittorie più importanti sono arrivate con lui in campo.
«La Juventus? Spero di esserne all’altezza, ma ho ancora un mese e mezzo da spendere all’Atalanta ed è il più importante, perché raggiungere un’altra volta l’Europa League sarebbe la ciliegina sulla torta».
Col Milan salito a +4 grazie allo 0-0 nel recupero con l’Inter, lo scenario più probabile al momento è giocarsi il settimo posto con blucerchiati e viola.
La sconfitta con la Samp seppure pesante, non pregiudica la corsa per l’Europa, la rende solo più difficile e tortuosa.
Adesso si fa dura. Conterà avere sangue freddo, raccogliere le energie rimaste per un finale da campionato verso il grande obiettivo, l’Europa Bis. È arrivata inaspettata la sconfitta contro la Samp, uno scontro diretto vero e proprio, che complice il 3-1 a Marassi mette l’Atalanta in svantaggio in caso di un arrivo a pari merito in volata.
Due errori difensivi, gravissimi, permettono alla Sampdoria di espugnare lo stadio di Bergamo (1-2) e agganciare l’Atalanta a 47 punti in classifica.
Segui la cronaca in diretta della partita tra Atalanta e Sampdoria.
Pasquetta al lavoro per l’Atalanta, alla vigilia del match contro la Sampdoria, in programma allo stadio di Bergamo martedì 3 alle 18,30. Sarà lo scontro diretto chiave per qualificarsi ancora in Europa League, ma non sarà una finalissima.
Rendiamoci conto che l’Europa si sta velocemente riavvicinando. È la classifica, innanzittutto, a sentenziarlo. Finisse, del resto, in questo momento il campionato (e non è che manchi un’eternità) sarebbero già da prenotare i biglietti per le trasferte all’estero e i viaggi in auto o in pullman per le sfide interne a Reggio Emilia.
Il Chievo vince 2-1 contro la Sampdoria e fa un enorme favore all’Atalanta nella corsa verso l’Europa league.
Un ricordo oltre le rivalità. Le tifoserie di Serie A ricordano Emiliano Mondonico con tantissimi striscioni esposti negli stadi di tutta Italia. Ed è tanta la nostalgia per il calcio pane e salame di cui il Mondo è stato massimo esponente.
Nell’uovo dell’Atalanta ci sono tre punti preziosissimi. I nerazzurri battono l’Udinese 2-0 e trovano tre punti fondamentali per una classifica che ora dice settimo posto solitario in attesa della Sampdoria.
Ecco il video del minuto di silenzio che lo stadio di Bergamo ha dedicato a Emiliano Mondonico, allenatore che scritto pagine indimenticabili degli ultimi trent’anni nerazzurri.
Ecco il video del minuto di silenzio che lo stadio di Bergamo ha dedicato a Emiliano Mondonico, allenatore che scritto pagine indimenticabili degli ultimi trent’anni nerazzurri.