Covid, dichiarata la prescrizione per il piano pandemico
IL CASO. Non luogo a procedere per l’ex vicario Oms e 2 dirigenti del ministero accusati del mancato aggiornamento. Il comitato vittime: nessuno pagherà.
IL CASO. Non luogo a procedere per l’ex vicario Oms e 2 dirigenti del ministero accusati del mancato aggiornamento. Il comitato vittime: nessuno pagherà.
IN CONSIGLIO. Scontro dopo le spaccate in centro e la lettera a Piantedosi. La sindaca: «Compito del governo». Ceci (FI) chiede l’utilizzo di «taser e bastoni». Angeloni: «Il ministero è contrario».
L’OPERAZIONE. Intervenuto il Nucleo investigativo per verificare l’eventuale presenza di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari.
IL CASO. L’arma trovata nel deposito di Francesco Dolci. Rilievi scientifici per capire se è stato usato per la profanazione del corpo di Pamela Genini.
LA NOMINA. Il vice questore aggiunto Giovanni Franco è il nuovo dirigente della Squadra Mobile della Questura di Bergamo. Proveniente dalla Questura di Palermo, dove ha guidato le sezioni reati contro la persona e antidroga, vanta una lunga esperienza investigativa maturata anche ad Imperia e Agrigento.
LE INDAGINI. I carabinieri hanno arrestato un 29enne della Bassa Bergamasca, condannato in via definitiva a 3 anni e 4 mesi di reclusione e a 12mila euro di multa per atti sessuali con minorenne e detenzione e produzione di materiale pedopornografico.
I CARABINIERI. Recuperata refurtiva rubata in un’abitazione nel Bresciano. Denunciati altri quattro uomini a Osio Sotto.
MONDO. Non sembra proprio che il «caso Minetti» sia destinato a sgonfiarsi nel giro di poco tempo. Anzi, a giudicare dal lavorio sia giornalistico che giudiziario, ci si attende che escano altre rivelazioni.
IL CASO. In via Tasso: in carcere un italiano di 24 anni. L’incontro per un debito, poi ha estratto il coltello con lama da 25 centimetri.
(ANSA) - ROMA, 29 APR - "Il nuovo quadro europeo sugli aiuti di Stato per la crisi in Medio Oriente, pubblicato oggi dalla Commissione europea, dichiara incompatibile la proposta italiana di sospendere l'Ets contenuta nel Decreto Bollette. È quanto emerge …
ITALIA. Nel lontano 1960 uno dei maggiori giuristi italiani dell’epoca, Carlo Esposito, aveva sostenuto che il Presidente della Repubblica assumeva un ruolo politico pieno, allorché - nelle situazioni di crisi - veniva chiamato a svolgere un’opera di mediazione nei confronti degli altri organi costituzionali.
Se nelle prossime 24 ore la Procura generale di Milano appurerà che la richiesta di grazia per Nicole Minetti, vagliata e approvata dal ministero della Giustizia prima di essere inviata al Colle per la firma del Capo dello Stato, conteneva elementi di falsità non accertati.
MONDO. La misura era proprio colma. Non si spiega altrimenti la progressiva presa di distanza del Governo Meloni dal duo Trump-Netanyahu.
PIANURA. Un uomo fermato con un documento di guida contraffatto. A un privato contestato il commercio illecito di alimenti.
GIUSTIZIA. In tribunale centrato l’obiettivo Pnrr sul taglio dei procedimenti più vecchi. Per un verdetto i tempi ridotti del 28%: il traguardo però è il -40% entro giugno
IL COMMENTO. In Italia, nel periodo tra l’unificazione nazionale e la nascita della Repubblica, il confronto fra il potere giudiziario e quello politico fu obiettivamente impari.
IL CASO. Una donna è ai domiciliari dopo aver portato e trattenuto i figli all’estero nonostante il divieto del Tribunale: i minori sono stati rintracciati in Croazia e riportati in Italia, dove sono stati affidati a una famiglia affidataria.
ITALIA. Era davvero una pia illusione che il referendum, anche in caso di sconfitta del fronte del Sì, non avrebbe intaccato il governo, né la sua stabilità né la sua composizione.
ITALIA. Passato il referendum, nel governo cominciano a cadere le teste. Giorgia Meloni è intenzionata a usare la ramazza o, per usare la sua metafora, a stringere i bulloni. Quindi fuori il viceministro della Giustizia Delmastro, fuori il capo di Gabinetto del ministro Nordio Giusi Bartolozzi, e fuori anche Daniela Santanchè.
ITALIA. Ci sono almeno tre punti sui quali vale la pena tornare dopo i risultati del referendum costituzionale che hanno consegnato la vittoria al No contro la riforma della giustizia. Il primo è che a vincere è stata la Costituzione, la Carta fondante del Paese, il testo di riferimento di tutti i cittadini italiani.