Il processo a Israele, incertezze e ipocrisie
L’ANALISI. È iniziato un processo a Israele. Già questa, considerate le particolarissime vicende storiche dello Stato ebraico, è una notizia.
L’ANALISI. È iniziato un processo a Israele. Già questa, considerate le particolarissime vicende storiche dello Stato ebraico, è una notizia.
ESTERI. Quattro viaggi in Medio Oriente in quatto mesi e zero segnali di miglioramento. Anthony Blinken, il segretario di Stato Usa che vive con la valigia in mano, non potrà fare a meno di riflettere su questo amaro bilancio, che rischia di replicarsi pari pari anche nell’attuale tornata.
IL 3 GENNAIO. Ieri, centinaia di vittime in Iran per gli ordigni fatti esplodere durante una cerimonia funebre in onore del generale Qassem Soleimani, ucciso il 3 gennaio di tre anni fa da un drone americano.
MONDO. Houthi, Gioventù credente, Ali Abdullah Saleh, Maersk, Hapag-Lloyd… Ecco, nel Mar Rosso, un’altra crisi che ci obbliga a imparare un vocabolario nuovo per un problema che, in buona sostanza, nuovo proprio non è.
MONDO. Netanyahu è «un buon amico» però «deve cambiare il suo Governo», che è «il Governo più conservatore nella storia di Israele», un Governo che «non vuole la soluzione a due Stati», anche se «Netanyahu non potrà dire no a uno Stato palestinese in futuro». In conclusione, con le sue azioni a Gaza «Israele sta cominciando a perdere sostegno in tutto il mondo».
AMBIENTE. Con 190 Paesi rappresentati e 160 tra capi di Stato e di Governo in qualche modo presenti, la Cop28 in corso negli Emirati Arabi Uniti si presenta come una specie di Onu dedicata al clima.
MONDO. A dispetto dei modi glaciali, Vladimir Putin non è mai stato privo di un certo senso del teatro. Non stupisce, quindi, che abbia atteso questa riunione del G20 (virtuale, orfano di Joe Biden e Xi Jinping ma pur sempre un G20) per fare una mossa sull’Ucraina.
MONDO. La tragedia che si dispiega a Gaza a causa dell’attacco sanguinario scatenato dai miliziani di Hamas il 7 ottobre, ha raggiunto ormai proporzioni quasi indicibili. La strage non è ancora finita, le prospettive di una vera tregua sono irrisorie mentre quelle di un allargamento del conflitto sono purtroppo intatte, come dimostra lo spiegamento di mezzi militari che gli Stati Uniti hanno org…
MONDO. Il Consiglio europeo è formato dai capi di Stato o di Governo dei 27 Stati membri dell’Unione Europea, dal presidente del Consiglio europeo (Charles Michel) e dal presidente della Commissione europea (Ursula von der Leyen).
IL COMMENTO. Secondo l’Ocha (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs) dell’Onu, la campagna del terrore lanciata da Hamas il 7 ottobre avrebbe causato tra gli israeliani, al 20 ottobre, 1.400 morti e 4.692 feriti. Considerati i 200 ostaggi la cui sorte è purtroppo incerta, stiamo parlando di 6.292 vittime dirette. In una popolazione che a stento arriva ai 10 milioni di persone, ciò s…
MONDO. È stato detto e scritto con doverosa abbondanza che la carneficina folle lanciata da Hamas il 7 ottobre aveva tra le sue motivazioni la volontà di interrompere il processo di avvicinamento tra Israele e Arabia Saudita, il tassello decisivo nel puzzle degli Accordi di Abramo varato a suo tempo da Donald Trump e conservato da Joe Biden, che anzi per esso si è molto speso.
MONDO. Nel momento in cui scriviamo, truppe e mezzi di Israele sono già entrati nell’area di Gaza City. Non è ancora l’operazione militare vera e propria, solo raid mirati per cercare gli ostaggi e fare opera di ricognizione.
IL COMMENTO. in ambito europeo viene chiamata Dsa, che sta per Digital Service Act. È stata approvata (Act sta per legge) il 19 ottobre del 2022 ed è entrata in vigore, senza grandi squilli di tromba, il 25 agosto di quest’anno. Rappresenta il primo tentativo organico dell’Unione Europea di fare pulizia nello spazio digitale, soprattutto in tre settori: le fake news, la protezione dei minori e l…
ATTENTATO IN ISRAELE. Man mano che arrivano le notizie, man mano che il catastrofico bilancio di vittime e distruzioni provocate dall’attacco di Hamas si aggrava, si capisce quanta ragione abbiano avuto le autorità di Israele nel parlare subito di «guerra».
MONDO. La vittoria che gli elettori slovacchi hanno concesso al partito socialdemocratico Smer (24% dei voti) e soprattutto al suo leader Roberto Fico è, senza ombra di dubbio, un campanello d’allarme per l’intera Europa.
ESTERI. Anche se le prime pagine sono andate all’intervento del presidente ucraino Zelensky e ai duelli verbali con i rappresentanti russi, il tema che dietro le quinte ha agitato l’Assemblea generale dell’Onu è stato quello della riforma dell’organizzazione, in particolare l’aggiornamento degli equilibri all’interno del Consiglio di Sicurezza.
MONDO. Gli azeri la chiamano «operazione anti-terrorismo», la definizione con cui oggi si fanno guerre vere a popoli interi. E infatti di questo si tratta.
MONDO. Commentando la conclusione del G20 svoltosi a Nuova Dehli,
la maggior parte degli osservatori si è concentrata sulla «debolezza» del comunicato finale relativo alla crisi ucraina, in cui non si cita la Russia, non si parla di aggressione né di invasione ma ci si limita a ri-proclamare che tutti gli Stati dovrebbero «astenersi da qualunque azione contro l’integrità territoriale,
la sovrani…
ESTERI. Quella di Vladimir Putin, ormai allenato a bigiare i consessi all’estero anche perché inseguito dal mandato di cattura spiccato dalla Corte penale internazionale dell’Aja, e soprattutto quella di Xi Jinping, clamorosa anche perché il leader cinese è fresco reduce del summit dei Brics (22-24 agosto) svoltosi in Sudafrica.
POLITICA. «Parole molto importanti…una corretta ricostruzione di tutto quello che nelle carte c’è, che sappiamo da anni». Oppure «tutte fandonie che non hanno retto nel dibattimento penale».