La Regina fa dama l’inventrice della minigonna
A più di cinquant’anni dalla prima minigonna, la sua creatrice è stata onorata dalla regina Elisabetta.
A più di cinquant’anni dalla prima minigonna, la sua creatrice è stata onorata dalla regina Elisabetta.
Sentirsi un po’ nei suoi panni è come scoprire la storia di un tessuto, di un colore che prende forma e s’indossa con la leggerezza con cui un bimbo corre a perdifiato in un prato, una ragazzina fa giravolte all’infinito
Il nome è arrivato mentre si trovava in una stamperia nel Comasco, alla ricerca di tessuti. Pino Gavazzeni stava parlando con un giovane stilista: «Ero già dell’idea di fare una linea nuova e gli dissi che volevo un nome italiano dato che a quei tempi era di moda la terminologia inglese e francese. Lui mi ricordò che a Milano c’era una strada che si chamava Bagutta: mi piacque subito quella parol…
Un lasciapassare che avvantaggia i rapporti internazionali, uno status che garantisce trasparenza nella filiera, dalla materia prima alla produzione fino alla confezione e spedizione, con tutte le garanzie di tracciabilità richieste dalle normative internazionali.
Note musicali sulle vestine, note musicali per il suo brand. E con questo connubio Imelde Bronzieri non poteva che vestire, ancora una volta, il Piccolo Coro dell’Antoniano dei Frati Minori di Bologna in scena questi giorni allo Zecchino d’Oro.
Sono spille? No, sono collane e sono un mix di creatività tutta bergamasca. A unirsi in un progetto all’insegna del bijoux sono Guja Ajolfi e Cristian Bonfanti: la prima si occupa di conservare e promuovere tutto l’anno Palazzo Moroni e ha una passione per il disegno e l’arte, il secondo ha un laboratorio all’insegna di fiori, piante grasse e oggetti d’arredo e ricerca in Borgo Santa Caterina, in…
«I miei genitori mi vedevano già in banca, col posto fisso e sicuro e con quel diploma di Ragioneria in tasca che a me metteva una gran tristezza». Parte da qui Salvatore Rota e racconta la sua azienda, la Vetraria Imagna.
«Io sono il più bergamasco della famiglia? Può darsi, ma anche Gaia ogni tanto non si fa mancare qualche inflessione orobica. E poi, qui a Milano, l’accento ce lo individuano immediatamente».
La ripetono entrambi la frase di papà Nicola: «Trussardi non sarebbe Trussardi senza il jeans». Ci credono fermamente Gaia e Tomaso che partono da qui, dalla storia del marchio nato proprio a Bergamo nel 1987, per presentare a Milano la nuova vita di Trussardi Jeans, brand del gruppo chiuso due stagioni fa e ora tornato alla luce, dopo un’opera di riorganizzazione e ristrutturazione.
Giovane e contemporaneo. Sono queste le parole chiave della rinascita della nuova Trussardi Jeans, il cui rilancio è stato presentato lunedì 17 novembre a Milano, con tanto di festa serale negli spazi delle ex officine Ansaldo tra una sfilata e una festa animata dalla musica della britannica Anna Calvi.
Una merenda (bio) con i bimbi e un aperitivo glamour per le mamme (o i papà) per ascoltare le nuove fiabe di «Giacomo» e «Margherita», ma anche per provare una nuova linea, «Mamma Baby», di prodotti bio per il bagno per i piccoli e adulti.
«Io non so se corrisponda al vero quanto visto a Report, io parlo di quello che produco».
Delocalizzare la produzione dove la manodopera è a buon mercato crea un fenomeno di impoverimento del tessuto economico anche locale.
Ci sono tagli, ci sono vuoti, come spaccature che nei suoi abiti sono l’inizio di una storia.
Dopo il web e la carta, anche la radio. Nuova avventura per la moda bergamasca che finisce anche su Radio Alta con «Tacco 12»
L’ultima che aveva detto, con l’aria di uno che sa scrutare la politica internazionale (i due stavano in America), era stata: «Renzi e Marchionne sono due sòle». Noi del Nord diremmo due chiaviche, ma il senso è lo stesso. Prima aveva spiegato che «Renzi è in tilt», e tempo addietro che Nanni Bazoli, il patron di Banca Intesa che gli aveva fatto lo sgambetto sulla porta d’ingresso del Corriere de…
Home and away. Nel tanto decantato modello inglese i tifosi ospiti hanno uno settore riservato e non sono ammessi negli altri, tanto più se sfoggiano maglie, sciarpe o qualsiasi altro orpello del proprio team. Home and away. Concetti che nel tanto decantato (spesso a sproposito) modello inglese funzionano a mo’ di colonne d’Ercole. In Premier League, ma anche nelle serie minori, i tifosi ospiti h…
di Dino Nikpalj
Home and away. Nel tanto decantato modello inglese i tifosi ospiti hanno uno settore riservato e non sono ammessi negli altri, tanto più se sfoggiano maglie, sciarpe o qualsiasi altro orpello del proprio team.
Restyling modaiolo a Urgnano: a rifarsi il look è la «White Boutique» che il 1° ottobre organizza una sfilata inaugurale con tanto di sfida via social media per chi scenderà in passerella in via Piemonte 105, con tanto di aperitivo, dj set e ballerini hip hop dalle 20.30 in poi.
Moda e arte, per una serata sui generis alla Stefanel di via XX Settembre, a Bergamo. Giovedì 2 ottobre dalle 18 aperitivo originale quello che la responsabile del negozio ha ideato per presentare la collezione autunno/inverno del modo marchio di moda.