«Serve un lavoro di squadra in centro» Tiziana Fausti dopo i raid: non dormivo più
Dopo l’ennesimo colpo in centro a Bergamo, torna a parlare Tiziana Fausti, pesantemente segnata dalle spaccate subite nei mesi scorsi: «La notte non dormo più».
Dopo l’ennesimo colpo in centro a Bergamo, torna a parlare Tiziana Fausti, pesantemente segnata dalle spaccate subite nei mesi scorsi: «La notte non dormo più».
L’appello di Confesercenti allla politica dopo l’ennesimo colpo nella notte a un negozio del centro di Bergamo.
Ennesima spaccata nella serata del 31 dicembre al bar Escondido in viale Papa Giovanni XXIII 130, già colpito la notte del 12 dicembre.
Colpo anche a Ranica in un bar: rubato qualche migliaio di euro
Ancora un sasso e ancora spaccate: colpiti due bar in via Camozzi e alla stazione oltre al noto negozio di abbigliamento Tiffany, in viale Papa Giovanni, mentre il locale vicino era aperto. Cresce l’allerta.
Bottino «ingente». Ormai è un’abitudine leggere questa frase nei resoconti di furti messi a segno in provincia di Bergamo. Sì, ma quanto ingente? Hanno tentato di dare una risposta, per la prima volta, a questa domanda i ricercatori di «Transcrime» di Milano, un centro interuniversitario dell’Università Cattolica di Milano, Alma Mater Studiorum Università di Bologna e dell’Università degli Studi …
Il 40enne è stato colto sul fatto dalla Polizia mentre scassinava una Fiat Panda noleggiata da una coppia di turisti spagnoli e parcheggiata in via Monte Ortigara. Nella successiva perquisizione domiciliare trovati altri oggetti presumibilmente rubati.
Guardiano notturno della sua stessa azienda. È la scelta drastica fatta da Giancarlo Moroni, titolare della «Em Elettromeccanica» di Fara Olivana con Sola.
(ANSA) - TORINO, 14 MAR - Estintori, mazza di ferro e piede di porco era il kit della banda che per mesi ha terrorizzato i gestori di sale giochi e negozi di telefonia della provincia di Torino. A smantellarla sono …
Presi i componenti di due bande, la prima accusata della spaccata alla gioielleria Curnis di Bergamo, la seconda di varie rapine violente ad attività commerciali nella Bergamasca. Gli arresti in due distinte operazioni, a Orio al Serio e Mozzo
Grazie ai filmati delle telecamere, la Polizia ha smantellato una banda specializzata in furti commessi con la modalità della «spaccata» ai danni di gioiellerie di tutta Italia. Avevano rubato un milione di euro nel marzo del 2015 alla gioielleria Curnis in pieno centro a Bergamo.
Fermati nella notte dalla Polizia sei componenti di una banda che imperversava in tutta Italia. Sarebbero gli autori anche del primo colpo alla gioielleria Curnis nel marzo del 2015.
Si avvia a diventare l’assessore alla Sicurezza più «longevo» di Palafrizzoni. I suoi ultimi quattro predecessori, infatti, per vari motivi, non hanno fatto un mandato intero.
Nella sua terza vita Mary Strutt si vede in abito bianco, davanti all’altare insieme al suo amato. Nella sua prima vita Mary ha visto per lungo tempo un letto d’ospedale dopo un grave incidente stradale. Nella sua seconda vita Mary ha ritrovato quel letto, bloccata da un tumore al seno, poi sconfitto.
L’autobus si ferma, le porte a soffietto si aprono, salgono alcuni passeggeri. All’improvviso due ragazzini spuntano da un cespuglio, si piantano davanti al mezzo e tirano pietre contro il vetro mentre un terzo si avvicina alla porta del conducente e gli sputa.
Hanno preso carta e penna e ci hanno scritto per denunciare la «situazione di disagio che stanno vivendo i commercianti che hanno le loro attività sotto i portici del Sentierone».
Furti e rapine in farmacia. Firmato con la Prefettura il Protocollo di intesa sulla videosorveglianza anti-rapine.
Tre di loro erano stati fermati lo scorso 20 maggio a Treviglio: si erano presentati in ospedale dopo un conflitto a fuoco con i carabinieri nel Bresciano. Nella notte tra il 26 e il 27 maggio i carabinieri della compagnia di Abbiategrasso (Pavia) hanno eseguito i fermi a carico del resto della banda, con l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di spaccate.
Dopo una spaccata in una tabaccheria nel centro di Brescia, in via Gamba, una banda di tre albanesi è scappata non rispettando il posto di controllo di una macchina dei carabinieri.
Adesso lo chiamano commando. Quello che una volta intraprendeva azioni di guerra per sminare un ponte o liberare un ostaggio, oggi ruba. Se non fosse un dramma potremmo annoverare la pratica fra le nuove professioni.