Lombardia, verso le 110 mila dosi al giorno. Pfizer: a giugno il vaccino anti Covid per 12-15enni
L’annuncio della vice presidente Letizia Moratti su Twitter. Intanto si calcola che una persona su 50 ha avuto contratto il virus nel mondo.
L’annuncio della vice presidente Letizia Moratti su Twitter. Intanto si calcola che una persona su 50 ha avuto contratto il virus nel mondo.
Attraverso una circolare inviata martedì 27 aprile alle Ats lombarde, la direzione generale Welfare della Regione Lombardia ha informato «di aver avuto assicurazioni dalla Struttura Commissariale circa l’imminente fornitura di vaccini AstraZeneca».
Con 35.798 tamponi effettuati è di 1.369 il numero di casi positivi in Lombardia, con una percentuale del 3,8%. Sono questi i principali dati della Lombardia nella giornata di martedì 27 aprile.
Rispetto alla prima e alla seconda ondata, la ripresa di oggi deve fare i conti con l’incidenza e la media mobile dei nuovi casi più elevate
Ats ha cominciato a monitorare i «ripositivizzati» da gennaio. «Fenomeno contenuto, ma dimostra che bisogna tenere alta la guardia»
Le infezioni di origine professionale segnalate all’Inail dall’inizio della pandemia alla data dello scorso 31 marzo sono 165.528, pari a circa un quarto del complesso delle denunce di infortunio sul lavoro pervenute all’Inail dal gennaio 2020 e al 4,6% del totale dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto Superiore di Sanità alla stessa data. Bergamo tra le aree territoriali più colpite.
Il decreto legge non cambia ed entrerà in vigore il 26 aprile. Resta possibile la deroga sul 70% degli studenti in classe. Check sul decreto ogni 14 giorni per il coprifuoco.
I risultati del follow up su 1.500 pazienti seguiti all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Marco Rizzi, direttore del reparto di Malattie infettive: «Costellazione di sintomi persistenti dopo il virus».
Per il microbiologo Pierangelo Clerici l’imperativo è la prudenza. «Dobbiamo comunque mettere in conto la possibilità di un altro lockdown».
Sul social network raccontava la malattia e la gioia di vivere: aveva 200 mila follower. Lunedì 19 aprile l’addio al giovane studente del liceo «Don Milani» di Romano. Le parole del parroco della Chiesa ortodossa: «Ha vissuto la malattia con forza e speranza».
Polmoniti e febbre alta stanno lasciando il posto a mal di testa, di gola e disturbi intestinali. Mason: «La spossatezza può durare settimane». Galluccio: «Positività più lunga». Colombi: «Sintomi più lievi».
La data dell’ottimismo è il 26 aprile, quasi un secondo «25 aprile». Quel giorno l’Italia potrebbe cautamente voltare pagina. Nella conferenza stampa di ieri il premier Mario Draghi ha annunciato che all’indomani della festività della Liberazione (si spera l’ultima festività in lockdown) il Paese tornerà alla zona gialla, quella che prevede tra l’altro la graduale e articolata apertura delle atti…
Tra gli elementi chiave della ripartenza ci sarà un pass, che permetterà di spostarsi ovunque, anche tra regioni di colore diverso, oltre alla possibilità di accedere a stadi, concerti e altri eventi.
Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico: «Siamo in una situazione di contrazione e di riduzione dell’epidemia che fornisce la base per questa possibile decisione che si valuterà nel prossimo monitoraggio. Gli stop a Johnson e AstraZeneca non mettono a rischio il piano vaccinale».
Sono 15.943 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute di venerdì 16 aprile. Giovedì erano stati 16.974 . Sono invece 429 le vittime in un giorno (giovedì 380).
Nel pomeriggio le nuove ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza. Il decreto aprile non prevede il passaggio alla zona gialla anche se i dati sono incoraggianti.
In Italia crescono ancora i contagi seppur lievemente. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute giovedì 15 aprile i nuovi positivi sono 16.974 (in leggera crescita rispetto ai 16.168 di mercoledì).
La provincia più colpita è quella di Milano, con 754 positivi al coronavirus di cui 293 a Milano città. Nelle altre province lombarde i casi sono a Bergamo 232; Brescia 352; Como 194; Cremona 104; Lecco 100, Lodi 45, Mantova 114; Monza e Brianza 263, Pavia 143, Sondrio 65 e Varese 301.
Realizzato con il sostegno di Valtellina spa chiarisce molti dubbi riguardo al virus e alle sue cure. È scaricabile anche online.
Intervista all’immunologo Forni: «Usa e Ue lavorano in sicurezza. Giuste le decisioni su J&J per analizzare i dati, anche se i casi verificati sono rarissimi. Dobbiamo tener duro ancora per poco, in estate avremo un surplus di vaccini».