Treni storici, si riparte in Lombardia Al via il servizio turistico su rotaia
È ripartito domenica 6 settembre con il Sebino Express da Milano a Paratico e Sarnico, il servizio turistico dei treni storici finanziato da Regione Lombardia.
È ripartito domenica 6 settembre con il Sebino Express da Milano a Paratico e Sarnico, il servizio turistico dei treni storici finanziato da Regione Lombardia.
Trovato l’accordo sul trasporto pubblico locale nella Conferenza Unificata: a quanto si apprende da fonti ministeriali l’intesa riguarda una capienza massima dell’80% che può arrivare al 100% per distanze al di sotto dei 15 minuti.
La richiesta alla Regione in vista della ripresa della scuola. Finazzi (Simpef): «In assenza di strumenti di diagnosi, rischiamo di dover mettere una famiglia in isolamento». Venturelli: «Evitiamo di ingolfare il sistema».
La scuola sta per iniziare in Lombardia, ma non in tutte le regioni italiane, e se i nodi sembrano ancora tanti, qualcuno potrebbe essere sciolto proprio nelle prossime ore con la Conferenza Unificata. Al centro, nella giornata di lunedì 31 agosto, ci sarà il tema trasporti.
A Capriate San Gervasio e Brembate lungo la A4 Milano-Brescia. Sembrava tutto risolto, invece mancano ancora dei passaggi burocratici per l’apertura. E ora i Comuni temono che la gestione sia insostenibile.
Aveva 73 anni. Storico esponente socialista, sindacalista nella Cgil, poi assessore regionale. Presidente del Biodistretto dell’agricoltura sociale.
In ogni istituto una stanza dove, alle prime avvisaglie, isolare i casi positivi. Trasporti, mascherine e ingressi restano le principali incognite da chiarire.
In attesa di chiarimenti si va in ordine sparso. Giovedì faccia a faccia decisivo tra governo e Regione
Le autoscuole dell’Unasca al ministero: «Si taglino i tempi per fare più prove». Nelle prossime settimane a Bergamo tre esaminatori.
C’è ancora tanto, tantissimo da fare per la messa in sicurezza dei ponti che nella Bergamasca sono considerati in condizioni critiche. Dei 26 individuati nel 2018, dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, come quelli con le maggiori criticità, solo uno è stato messo in sicurezza.
Una lista sul divieto di ingresso in Italia per 13 Paesi extraeuropei «a rischio», che potrebbe allungarsi con il passare delle ore e con i contagi ancora in risalita.
La macchina non è ancora del tutto partita, in attesa delle linee guida del ministero. Diecimila bergamaschi aspettano.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha disposto con effetto immediato la riapertura dell’aeroporto di Bergamo Orio al Serio ai voli passeggeri.
Evitare assembramenti significa scaglionare gli ingressi e le uscite dai posti di lavoro. Si redistribuiranno i turni su un arco più lungo e così anche la scuola riorganizzerà orari e lezioni.
Contagiati sul lavoro: 800 casi in Bergamasca. La stragrande maggioranza è personale sanitario. Sedici i morti, a tre famiglie già riconosciuta la rendita.
Palazzo Frizzoni al lavoro per una nuova fase. Preoccupa lo spostamento e la gestione degli studenti.
C’è un prima e un durante per arrivare al dopo. E Giorgio Gori ce l’ha ben chiaro. «Più che da dove si deve ripartire, credo che il problema sia il come. È chiaro che certe situazioni, almeno fino a quando non verrà individuato un vaccino, non saranno sostenibili. E mi riferisco a quelle con molta gente» spiega il sindaco.
I vari decreti dell’emergenza coronavirus hanno portato ad uno slittamento dei termini previsti. I due principali documenti validi fino al 31 agosto.
Resterà nella memoria del nostro popolo e dell’umanità l’immagine inedita della piazza di San Pietro deserta, venerdì al tramonto di una giornata che appare come il crepuscolo di una nuova epoca, il vespro di una Chiesa che veglia sul mondo perché non si spenga l’esile fiamma della speranza. Soltanto il Papa e monsignor Marini, il maestro delle cerimonie che lo accompagna come l’ombra. E sopra i …
«Invito tutti a soprassedere» sull’annunciato progressivo stop agli impianti di benzina perché è un servizio essenziale: «Troveremo una soluzione con la ministra De Micheli. Ma non possiamo consentire che si arrivi a un’interruzione di questo pubblico servizio». Lo dice il premier Giuseppe Conte in un’intervista al Tg5