Credibilità politica in caduta per lo zar
ESTERI. Putin è ora più forte o più debole? Quello di Prigozhin è stato un colpo di Stato o una pacifica marcia di protesta? La pace è più vicina o più lontana?
ESTERI. Putin è ora più forte o più debole? Quello di Prigozhin è stato un colpo di Stato o una pacifica marcia di protesta? La pace è più vicina o più lontana?
MONDO. Alcune cifre certificano il barbaro accanimento dell’invasione russa sulla popolazione ucraina: 198mila edifici civili distrutti, comprese scuole e ospedali, 6 milioni di sfollati e 8 milioni di profughi, gli eccidi di Bucha e di Mariupol, i 28mila morti.
ITALIA. Il vessillo di abolizione delle Province, agitato per anni in nome della lotta alla «casta», sembra essere definitivamente ammainato.
ESTERI. Si può fare quel che fa, inevitabilmente, il presidente Macron: prendersela con i provocatori, potenziare lo spiegamento di forza pubblica, mandare i blindati in strada, additare i social come un luogo di promozione della violenza, chiedere la collaborazione delle famiglie, promettere giustizia per Nahel, il ragazzo di 17 anni ucciso dalla polizia a Nanterre.
POLITICA. Nessun problema può essere risolto congelandolo, diceva Winston Churchill. Non aveva previsto il Parlamento italiano della 18ª legislatura e il suo governo, che ha congelato il problema del Mes, rinviando la decisione della ratifica di quattro mesi. Ancora una volta.
MIGRANTI. Preceduta da un ruvido intervento in Parlamento, Giorgia Meloni è giunta a Bruxelles per un Consiglio europeo che potrebbe rivelarsi ostico per l’Italia ma che pure è cominciato dando alla premier italiana qualche soddisfazione.
UCRAINA. La missione non finisce. La tappa moscovita dell’inviato speciale di Papa Francesco potrebbe non essere l’ultima e se il card. Matteo Zuppi tornerà a Kiev allora si potrà dire che questa strana diplomazia della navetta sta portando frutti. Zuppi deve tornare a Roma e riferire al Papa.
ECONOMIA. La lotta al caro prezzi non è mai stata un pranzo di gala, ma d’altronde liberarsi di un’inflazione elevata è nell’interesse di tutti: dei consumatori alle prese con la perdita di potere d’acquisto e degli imprenditori che fronteggiano costi e incertezza alle stelle.
ATTUALITÀ. Alla vigilia di un Consiglio europeo molto importante, Giorgia Meloni ha affrontato con impeto l’aula di Montecitorio su temi cruciali ad altissima tensione politica.
IL COMMENTO. Con la rivolta di sabato scorso sono iniziati i mal di pancia russi per la comunità internazionale. E adesso che cosa succederà in un Paese con migliaia di bombe atomiche? In un Paese in cui lo Stato ha perso il monopolio della forza e si è rotta la catena di comando? Purtroppo è accaduto quello che alcuni specialisti «Cassandre» - tra i quali chi scrive - temevano fin dalla primave…
IL COMMENTO. Secondo i dati Istat più recenti, nella nostra provincia sono attive 4mila associazioni di volontariato che impegnano oltre 100mila persone, cioè un bergamasco su dieci. Numeri che rappresentano un’attività notoriamente diffusa e capillare impegnata in diversi ambiti. Seppur con un’incidenza minore rispetto alle 900mila persone che dal 2015 a livello nazionale non prestano più il pr…
Al netto delle polemiche politiche, che in Italia si alimentano utilizzando il cervello intestinale anziché quello naturalmente deputato al pensiero, la crisi che ha investito l’intero sistema sanitario del nostro Paese (Lombardia compresa) merita una riflessione ben più articolata di …
ITALIA. «Anacronistiche» e «divisive». Due termini più offensivi non potevano essere individuati per definire la presenza delle croci sulle vette delle nostre montagne.
MONDO. A ventiquattr’ore di distanza, che cosa resta della strana impresa di Evgeny Prigozhin, per anni definito con spregio «il cuoco di Putin», poi assurto al rango di fondatore dell’esercito mercenario più potente del mondo, infine arrivato a sfidare il proprio mentore Putin muovendo i carri armati e provando a dettargli decisioni e linea politica?
IL COMMENTO. Sono ormai 18 i mesi di guerra in Ucraina. Naturale che il sostegno prima incondizionato a Kiev si stia affievolendo, che l’opinione pubblica si chieda preoccupata quando avrà mai fine questa sequenza infinita di morti, di distruzioni, di sofferenze. Per non dire del pericolo di un allargamento del conflitto all’intera Europa. Il partito del «no armi» all’Ucraina si ingrossa.