La cataratta congenita Scrive un ipovedente
La cataratta congenita, una malattia rara, ma non per questo meno insidiosa, è al centro dell’ultimo libro dello scrittore ipovedente Vezio Bonera.
La cataratta congenita, una malattia rara, ma non per questo meno insidiosa, è al centro dell’ultimo libro dello scrittore ipovedente Vezio Bonera.
Come il rock, dato periodicamente per estinto, anche il videogioco si rigenera cambiando tecnologia, interpreti e attingendo nuova linfa dal quotidiano, dal fantastico, dalla leggenda. E quando non basta, dalla sua stessa storia.
Non è più tempo di farsi spazio a gomitate: l’arroganza è out, va di moda la gentilezza. È una tendenza emergente, dalla narrativa al cinema («Sii gentile e abbi coraggio» è il mantra della Cenerentola shakespeariana di Kenneth Branagh).
Un libro da gustare con calma. Magari in un pomeriggio caldo, quando la voglia di quiete è una necessità. E con una birra non troppo gelata a portata di mano. Il titolo dell’opera è già fresco di suo: L’uragano di novembre.
Come un sospetto di accorta «facilitazione» di (pseudo) profondità. Di superficialità, banalità, a tratti, pur abilmente confezionata.
Occhi azzurri, capello biondo sempre a posto e un paio di baffi da macho man.
Dovete chiedere scusa? Fare un annuncio o proposta importante? Fare un regalo originale e curioso? In inglese si chiamano Flipbook, in italiano libri animati.
Abbuffate di zombi, cascate di vampiri, mutanti come se piovesse…e il lupo? Nella corrente maestra della fiction, il lupo è una presenza minoritaria.
Abbuffate di zombi, cascate di vampiri, mutanti come se piovesse…e il lupo? Nella corrente maestra della fiction, il lupo è una presenza minoritaria.
Tre spasimanti per una città chiamata Milano. Riccardo Besola, Andrea Ferrari, e Francesco Gallone sono infatti tre scrittori accomunati dalla stessa passione per la storia e i personaggi della Milano che fu, una passione che li ha spinti ad intingere la penna nell’inchiostro più noir per dedicarle un libro, anzi due.
Se c’è una parola d’ordine oggi è la parola «gusto». Un antico termine dal profumo provenzale, che parla di esperimenti e assaggi, di soddisfazione a tavola e quindi di contentezza pronta a riversarsi nella vita.
Una storia di seduzione senza amore, un delitto con castigo ma senza spiegazione, una rivoluzione che si spegne nel conformismo.
A Patrick Modiano, francese, lo scorso anno venne attribuito il premio Nobel. Modiano è un narratore, come narratrice era la Nobel precedente, Alice Munro. Anche Modiano, come la canadese Munro, predilige la narrativa agile, non scrive romanzoni.
Vita e musica si intrecciano, si mischiano variamente e inscindibilmente, a comporre i cordami che legano questa raccolta di racconti di Jonathan Coe, «Disaccordi imperfetti» (Feltrinelli, pp. 120, euro 10).
Bellissimo mese quello di maggio che preannuncia le tanto sospirate vacanze estive, le ultime verifiche, le cerimonie che vedono protagonisti soprattutto i bambini e la festa di una delle persone più importanti: la mamma.