La morte di James Foley e le preghiere di una madre
LA RECENSIONE. James Foley è un giornalista che non ci pensa due volte a raggiungere l’Afghanistan alla ricerca della verità.
LA RECENSIONE. James Foley è un giornalista che non ci pensa due volte a raggiungere l’Afghanistan alla ricerca della verità.
MONDO. Nella storia travagliata del conflitto tra israeliani e palestinesi, tra le tante incerte e complicate, una cosa è sicura: la violenza non ha mai, mai, mai prodotto i risultati sperati.
GRAZIE ALLE SEGNALAZIONI. Sventato un rave party nel Parco del Serio di Fornovo San Giovanni, in programma la sera di Ferragosto.
MONDO. È grottesco, ma indicativo dei tempi, che abbiano fatto il giro del mondo come un fatto memorabile le quattro parole smozzicate con cui il premier israeliano Benjamin Netanyahu si sarebbe «scusato» per quanto successo il 7 ottobre del 2023, ovvero per non aver saputo impedire la strage compiuta dai terroristi assassini di Hamas.
La storia di Dino Nikpalj
MONDO. Stiamo attraversando questi giorni dentro una cappa di preoccupazione che da molti anni non era così pesante. Assistiamo, impotenti, ai preparativi di una guerra che nessuno vuole ma che, a furia di dirlo e ripeterlo, è diventata inevitabile.
MONDO. Bergoglio chiede, anzi implora, domanda, anzi supplica di sfilare dialogo, riconoscimento, trattative dalle mani dello speculatore, comunque sia chiamato e ovunque dimori.
ITALIA. La storia italiana del ’900 ha prodotto tragedie che non sono state ancora rielaborate del tutto. Ferite che periodicamente si riaprono generando polemiche.
MONDO. L’uccisione di Ismail Haniyeh, il leader politico di Hamas eliminato da un missile mentre era a Teheran, autorizza diverse ipotesi. Compresa quella di un tradimento. Haniyeh viveva a Doha, in Qatar, un santuario che lasciava molto di rado.
MONDO. Erano passati pochi minuti dall’attentato contro Donald Trump, sabato scorso durante un comizio elettorale in Pennsylvania, è già le piattaforme dei social, le bacheche online e i gruppi di chat avevano emesso una quantità impressionante di teorie del complotto.
MONDO. «Lost America», America smarrita: è il titolo che va per la maggiore sui media statunitensi dopo l’attentato a Donald Trump, figura carismatica e controversa, sgusciante come una locusta.
LA MEMORIA. IL 6 luglio del 1944 due gruppi di bombardieri alleati sganciarono 400 ordigni devastando la fabbrica, il villaggio industriale, Mariano, Sabbio e Sforzatica. I morti furono 280 perché non scattò l’allarme. Da allora cambiò tutto con i tedeschi.
GIUSTIZIA. Attuale reggente della Procura di Lodi, ha fatto parte dei vertici della Direzione nazionale antimafia.
IL COMMENTO. C’è un legame evidente tra il G7 che si è appena concluso in Italia e la Conferenza di pace sull’Ucraina che si è appena aperta in Svizzera. E sta nel fossato sempre più ampio che si apre tra il cosiddetto Occidente (che ingloba, in realtà, anche parti di Oriente come il Giappone e la Corea del Sud) e il cosiddetto Sud globale (che ingloba, a sua volta, parti di Nord e di Est).
ANTITERRORISMO. I poliziotti che guidano il robot: fondamentale l’esperienza, perché ogni ordigno è fatto a modo suo
MONDO. L’appello di Papa Francesco all’Angelus, la liberazione di quattro ostaggi israeliani e le dimissioni di Benny Gantz, già Capo di Stato Maggiore dell’esercito di Israele, dal gabinetto di guerra istituito per dirigere le operazioni militari dopo le stragi di Hamas del 7 ottobre scorso. Tutto in poche ore.
ITALIA. Non è raro vedere il Capo dello Stato assurgere a testimone della memoria: Auschwitz, le foibe e le deportazioni in Friuli Venezia Giulia, le Ardeatine, le stragi di Sant’Anna di Stazzema, di Meina e di altri luoghi del dolore, il sacrificio della Resistenza, il terrorismo nero e rosso. Un passato di vittime che ha striato di sangue la storia della nostra Repubblica.
Sulla scena di un crimine non ci sono soltanto impronte digitali e Dna ad incastrare il colpevole: adesso gli investigatori forensi hanno un’ulteriore arma nelle ‘ impronte microbiche ’, tracce lasciate dai batteri che vivono sulla pelle e che sono …
ITALIA. Non sorprende che Sergio Mattarella abbia scelto di partecipare alla cerimonia per il trentennale della morte di Giovanni Goria ad Asti. Non solo perché fu ministro dei Rapporti col Parlamento nel suo esecutivo, a 46 anni (Goria ne aveva appena 44, il più giovane presidente del Consiglio della storia del Dopoguerra, prima che arrivasse a Palazzo Chigi Matteo Renzi, nel 2014).
MONDO. Vale la pena cominciare così: «Il diritto internazionale e le leggi sui conflitti armati si applicano a tutti. Nessun soldato di fanteria, nessun comandante, nessun leader civile, nessuno, può agire impunemente…».