Una raccolta per aiutare la famiglia del volontario morto dopo una lunga malattia
ROTA D’IMAGNA. Angelo Cadè era soccorritore della Croce Rossa. Una raccolta fondi degli amici per aiutare i due figli.
ROTA D’IMAGNA. Angelo Cadè era soccorritore della Croce Rossa. Una raccolta fondi degli amici per aiutare i due figli.
IL LUTTO. Per anni aveva gestito il bar del quartiere, con entusiasmo e passione. Lunedì 2 settembre l’ultimo saluto.
ALL’OSPEDALE PAPA GIOVANNI XXIII. In aumento le richieste di aiuto, la struttura di Bergamo è anche centro di riferimento nazionale. Circa il 40% dei contatti riguarda farmaci, con casi più frequenti tra giovanissimi. E tra poco tocca ai funghi.
L’INTERVISTA. Il racconto: «È tornato dall’estero trasformato, minacce di morte e percosse a me e alla mamma. Abbiamo fatto tutte le dovute segnalazioni, ma nessuno è intervenuto. Uniti nel dolore alla famiglia di Sharon».
L’EVENTO. Quattrocento partecipanti e sette striscioni con i sette principi fondativi: universalità, unità, volontarietà, indipendenza, neutralità, imparzialità, umanità.
IN VAL DI SCALVE. Si tratta di un uomo di 45 anni residente ad Alzano Lombardo. Portato al Papa Giovanni XXIII, non sarebbe in gravi condizioni.
SANITÀ. Oltre vent’anni di esperienza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ora il nuovo incarico.
L’OMICIDIO. È stato l’uomo a raccontare gli attimi precedenti: «Lei mi ha chiesto perché».
IL GIORNO DOPO. Il 31enne Moussa Sangare in carcere sotto stretta sorveglianza. Per il suo avvocato Giacomo Maj «ogni valutazione di perizia psichiatrica è prematura». Il compagno di Sharon, Sergio Ruocco, è tornato a Terno d’Isola: casa ancora sotto sequestro.
LA STORIA. È dal 1968 che Angela Tino abita nella casa affacciata sui binari: il marito era casellante. Ora i lavori del raddoppio porteranno dei cambiamenti.
L’INCENDIO. Ha coinvolto anche un condominio residenziale: le indagini per capire se sia doloso. L’allarme intorno alle 2 del 31 agosto in via Garibaldi.
TERNO D’ISOLA. In carcere il 31enne che ha confessato di aver ucciso Sharon Verzeni. Sabato al gip la richiesta di convalida del fermo di Sangare: poco prima del delitto, con la stessa arma, aveva minacciato anche due ragazzini a Chignolo.
L’INCIDENTE . Vittima un 42enne di Caprino, lavorava in una ditta metalmeccanica di Lecco. Viaggiava lungo via Gotti, verso la città: l’impatto con la vettura è stato violentissimo.
SUISIO . Il cartonato sequestrato insieme alla bicicletta usata la sera del delitto. Dopo la rottura con la famiglia, viveva in una stanza occupata abusivamente.
BOTTANUCO. Il fidanzato di Sharon: lunghi giorni di assedio. Ora finalmente cancellate le insinuazioni dette su di noi. Papà Bruno: la sua morte provochi in tutti maggiore sensibilità sulla della sicurezza. Il parroco: in paese torni la pace.