«Abbiamo vinto, ma non è finita» Lorini: ora dobbiamo prepararci al futuro
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«Grazie, un aiuto
che ridà fiducia»

«Grazie, un aiuto  che ridà fiducia»

Il ringraziamento di un lettore che ha perso il lavoro ed è tra i primi beneficiari della card Soldo Strumento voluto dalla Diocesi per sostenere le famiglie messe in ginocchio dal Covid. «Così si riparte»

Bolsonaro e il virus
Una lezione da imparare
(e non solo dai populisti)

di Fulvio Scaglione
Bolsonaro e il virus Una lezione da imparare (e non solo dai populisti)

Quando la pandemia ha fatto irruzione in Europa, le case editrici si sono affrettate a pubblicare volumi sulla peste nera del Medioevo, la spagnola d’inizio Novecento e l’epidemia di ebola degli anni Settanta. Possiamo quindi sperare che un giorno gli storici sapranno spiegare come mai, a dispetto delle notizie in arrivo dalla Cina (pur scarse e forse confuse ad arte) ma soprattutto di quanto succedeva in Italia, così tanti Paesi, con le rispettive classi politiche e comunità scientifiche, abbiano inseguito sogni vani e strategie perdenti che sono costati decine di migliaia di morti.

Grave errore il no al Mes
per dire no all’Europa

di Pino Roma
Grave errore il no al Mes per dire no all’Europa

Sono trascorsi più di due mesi dall’accordo di aprile col quale i Paesi europei hanno convenuto sulla messa in campo di un nuovo Mes, denominato «Pandemic Crisis Support» (Pcs). Uno strumento di prestiti fino al 2% del Pil (2019), che per l’Italia vale 35,7 miliardi e che può salire fino a 40 miliardi. Il tasso d’interesse è dello 0,08% su scadenza a 10 anni, il che farebbe risparmiare all’Italia circa 4,8 miliardi rispetto all’emissione di propri Bond. La sola condizione prevista da questa nuova, provvidenziale forma di prestito è che venga usato per «spese sanitarie, dirette e indirette», destinate a rafforzare la sanità su tutto il territorio nazionale. Si tratta dunque di una nuova formula di sostegno economico che accresce la spesa sociale e che non ha nulla a che vedere con il Mes posto in essere per Spagna e Portogallo e per il salvataggio della Grecia. Quest’ultimo, infatti, prevedeva forti correzioni di bilancio, con una drastica diminuzione della spesa. Per di più, sarebbe già possibile attingere al Pcs, essendo stata accertata la sostenibilità del nostro debito.