Maltempo, detriti sulla carreggiata: chiusa la galleria fra Tavernola e Predore
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Gli italiani, le vacanze e i pensieri d’autunno

di Francesco Anfossi
Gli italiani, le vacanze e i pensieri d’autunno

Il secondo esodo post Covid sta seguendo un copione ampiamente conosciuto, con pochi guizzi innovativi dello Strapaese. Come se gli italiani volessero riprendere da dove si erano fermati, quasi avessero schiacciato il tasto «pausa» sulla loro vita, ansiosi di ricominciare la loro esistenza anche nei loro antichi difetti. Comprese le cosiddette «partenze non intelligenti» come quelle di ieri, il solito esodo di fine luglio (22 milioni di automobilisti!) con traffico intenso un po’ dappertutto, code bibliche (non a caso si chiama esodo) e soprattutto statiche, lunghe ore e ore, a rimasticare i pensieri dentro l’aria condizionata (o il finestrino abbassato). In particolare sulle dorsali adriatiche e ioniche e in direzione di Francia, Croazia e Slovenia è tutto un coda-coda.

Il peso politico di una riforma

di Franco Cattaneo
La giustizia e il peso politico della riforma

La riforma della Giustizia, messa a punto dall’ultimo Consiglio dei ministri, segna un precedente che pesa politicamente: è la prima volta dalla nascita della Seconda Repubblica, cioè dai primi anni ’90, che i termini della questione sono stati ridefiniti in profondità senza il condizionamento ideologico del fattore B, cioè Berlusconi, e con tutto quello che s’era portato dietro. Da sempre il rapporto-confronto con l’universo delle toghe e dintorni è stato un crocevia della discordia, almeno dagli anni ’80, dalla prima stagione di Craxi, in cui le inchieste sulla corruzione culminate poi con Mani pulite hanno messo a tema il rilievo politico delle funzioni della pubblica accusa e il progressivo ampliamento della magistratura penale. Si dice magistratura, in realtà il sottinteso si chiama Procura.

Fa il «pendolare» tra Clusone e Buenos Aires inseguendo l’estate

di Andrea Taietti
Fa il «pendolare» tra Clusone e Buenos Aires inseguendo l’estate

Clusone-Buenos Aires andata e ritorno, costantemente in viaggio e sempre al sole. È questa la vita che Federico Merletti, 35 anni, originario di Clusone, ha scelto per sé. Una vita che in qualche modo ripercorre annualmente quel viaggio fatto ormai tanto tempo fa dai suoi nonni materni, nel secondo dopoguerra (l’andata) e a fine anni ’70 (il ritorno), e durato però, a differenza di quelli di Federico, anni e anni. «Ho vissuto a Clusone fino all’età di 20 anni – racconta – e successivamente con la mia famiglia ci siamo trasferiti nel vicino comune di Rovetta, dove risiediamo tuttora. Io, però, da diversi anni vivo sei mesi in Italia e sei in Argentina. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto il lavoro ed è per questo che ho iniziato a lavorare da giovane, finite le medie, nel settore edilizio e poi successivamente come giardiniere. La passione per l’Argentina mi accompagna fin dall’infanzia, dato che mia madre è nata e cresciuta a Buenos Aires e parte della mia famiglia è rimasta a viverci».