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Vaccini, hacker
come terroristi

di Francesco Anfossi
Vaccinazioni, dagli hacker un’azione criminale

Sull’attacco hacker al sito istituzionale della Regione Lazio indaga la Procura di Roma. Ma si tratta di un’azione più simile a una guerra che a una rapina o un sequestro d’altri tempi, pur con tecniche postmoderne. In tale azione possiamo cogliere elementi di terrorismo, oltre che di ricatto criminale e ovviamente accesso abusivo ai sistemi informatici, come dice la legge. In realtà si tratta di un evento talmente nuovo e sofisticato che non basta nemmeno il nostro codice penale. Un’offensiva criminosa, come ha detto il governatore Zingaretti, che probabilmente non sarà l’ultima e che ci scaraventa dentro l’ennesima conseguenza nefasta della globalizzazione.

Il governo Draghi
La coperta dei partiti

di Franco Cattaneo
Ma il governo Draghi è la coperta dei partiti Il ribellismo non paga

Il 3 agosto, con l’inizio del semestre bianco, è una data da segnare: ne vedremo delle belle o si procederà nella continuità del governo, in un Paese in cui l’emergenza sanitaria continua per decreto fino a dicembre? Semestre bianco significa che il presidente della Repubblica non può sciogliere le Camere nell’ultimo scorcio del suo mandato e quindi non può indire le elezioni. In teoria i partiti della maggioranza potrebbero alzare l’asticella delle loro pretese: scatterebbe il «liberi tutti» in una rincorsa a rompere la lealtà di coalizione. Questo scenario da anticamera dell’irresponsabilità è credibile? Le fibrillazioni continueranno, ma con il vincolo del principio di realtà: questo governo è privo di alternative che non siano il caos.

Fa il «pendolare» tra Clusone e Buenos Aires inseguendo l’estate

di Andrea Taietti
Fa il «pendolare» tra Clusone e Buenos Aires inseguendo l’estate

Clusone-Buenos Aires andata e ritorno, costantemente in viaggio e sempre al sole. È questa la vita che Federico Merletti, 35 anni, originario di Clusone, ha scelto per sé. Una vita che in qualche modo ripercorre annualmente quel viaggio fatto ormai tanto tempo fa dai suoi nonni materni, nel secondo dopoguerra (l’andata) e a fine anni ’70 (il ritorno), e durato però, a differenza di quelli di Federico, anni e anni. «Ho vissuto a Clusone fino all’età di 20 anni – racconta – e successivamente con la mia famiglia ci siamo trasferiti nel vicino comune di Rovetta, dove risiediamo tuttora. Io, però, da diversi anni vivo sei mesi in Italia e sei in Argentina. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto il lavoro ed è per questo che ho iniziato a lavorare da giovane, finite le medie, nel settore edilizio e poi successivamente come giardiniere. La passione per l’Argentina mi accompagna fin dall’infanzia, dato che mia madre è nata e cresciuta a Buenos Aires e parte della mia famiglia è rimasta a viverci».